Pagina Principale | Aprile 2005 »

22.03.05

Il Fatto

Questo rapporto vivo ma complesso non sempre era tuttavia sereno e immodificabile al punto che, sorvolando su numerosi episodi difficili, un giorno alla ricerca forse di un modo comunque diverso, nuovo di vivere, si innamorò quasi senza accorgersene di Rossella, la propria segretaria. xGo

Forse i dolci ma decisi occhi che facevano del suo sguardo una freccia avvelenata e irresistibile, forse le gambe lunghe ed affusolate ostentate sculettando ogni giorno nel via vai alla e dalla sua scrivania, forse il modo freddo e categorico con cui lei stessa impartiva ordini ai dipendenti in persona, al telefono. Un insieme di cose, certamente, ma il fatto fu quello. Una relazione sessualmente incandescente li travolse per pochi giorni, allontanandoli dal lavoro, assentandosi ogni momento per ritrovarsi soli, allontanando con vari pretesti tutti i dipendenti per stare soli in ufficio e scopare sulla scrivania dell’uno, dell’altro, dell’altro ancora, su divani e sedie, sul pavimento, sullo zerbino, in magazzino, in cesso… Persero entrambi la testa in breve tempo dimenticando di avere, ciascuno, un rispettivo amante! Al quinto giorno di assenza immotivata Ivana trovò finalmente Paolo al telefono e alla domanda se in quel momento avesse un’altra lui, ingenuamente, rispose di sì… Era forse troppo forte l’amore e il rispetto che in quel momento provava per Rosella, da illudersi che Ivana avrebbe accettato senza particolari complicazioni di concedergli la sua vita e le sue scelte. Ivana informò immediatamente Massimo, il ragazzo di Rossella, della sua relazione con Paolo sottolineando come lui avesse approfittato del suo ruolo di titolare per intrigarla e scoparla, ricostruì insieme a lui come erano andate le cose, quello che Paolo aveva detto a lei, quello che Rossella aveva detto a lui. Il giorno dopo Rossella apparve in ufficio distrutta da una notte difficile con Massimo che la aveva interrogata e picchiata a lungo prima di stuprarla selvaggiamente con la sua ‘autorità’ di uomo tradito. Luisa molto disinvoltamente si avvicina a Paolo e senza particolari premesse lo centra con le sue mani curate ed eleganti, le orecchie di Paolo rimbombano come se fosse in fondo ad una caverna. Per non essere da meno anche Luisa sputa in faccia allo schiavo già in difficoltà. Ivana è già pronta per il suo turno e la cattiveria con cui esplode i suoi ceffoni è uno spettacolo nello spettacolo: potenti, fulminei, a piene mani… Anche lei correda il tutto con un ricco sputo in faccia allo schiavo che quasi apprezza tra sé e sé il sapore della saliva di queste donne così aggressive e crudeli. Massimo prende per mano Rossella e la porta con sé di fronte a Paolo. Paolo e Rossella discussero i fatti con una certa apprensione cercando di organizzare le proprie difese, stretti fortemente in un doloroso abbraccio si ripromisero di provare a ricostruire, ognuno con il proprio partner, il rapporto precedente, chiedendo scusa, perdono, comprensione, accordandosi su cosa dire e non dire. Rossella lasciò l’ufficio e subito il telefono di Paolo cominciò a tuonare: la madre di Ivana, poi quella di Rossella e infine il suo fidanzato lo coprirono di minacce, insulti e ricatti di ogni genere. Paolo lasciò l’ufficio assentandosi irreperibile per qualche giorno…

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Forse fu quella la sua mossa più sbagliata. Ivana aveva le chiavi dell’ufficio di Paolo e rovistando ovunque trovò quanto di meglio poteva desiderare per articolare una vendetta soddisfacente e spietata che la ripagasse del dolore subito ma fosse al tempo stesso un sistema per divertirsi enormemente ad esclusivo beneficio della sua indole di Sadica Padrona che in quel momento più che mai urlava la propria necessità di riavere il suo uomo nel più totale e crudele ambito di schiavitù senza via d’uscita. Riposta ingenuamente dove custodiva in genere le videocassette dei precedenti giochi erotici con e di Ivana, lei stessa trovò un nastro con la data di quei giorni. Emozionata e sconvolta attivò un videoregistratore per vederla. Paolo sul proprio letto stava per accogliere Rossella che… indossava un abito di Ivana! Le sue calze, le sue scarpe… Furibonda e masticando sempre più forte il desiderio di una vendetta terrificante, guardò tutto il nastro per ben tre volte: sconvolta, frastornata, confusa e lucida, eccitata e incazzata, razionale e irrazionale continuava a scorrere le immagini… Luisa molto disinvoltamente si avvicina a Paolo e senza particolari premesse lo centra con le sue mani curate ed eleganti, le orecchie di Paolo rimbombano come se fosse in fondo ad una caverna. Per non essere da meno anche Luisa sputa in faccia allo schiavo già in difficoltà. Ivana è già pronta per il suo turno e la cattiveria con cui esplode i suoi ceffoni è uno spettacolo nello spettacolo: potenti, fulminei, a piene mani… Anche lei correda il tutto con un ricco sputo in faccia allo schiavo che quasi apprezza tra sé e sé il sapore della saliva di queste donne così aggressive e crudeli. Massimo prende per mano Rossella e la porta con sé di fronte a Paolo. Lui che cavalcava lei, lei che cavalcava lui, il cazzo del suo uomo nella bocca di quella troia, nella figa della troia, nel culo… abbracci e baci a piena lingua, mani che si intrecciano in un convulso e appassionato gioco di corpi e piacere, parole dolci, parole oscene, urla di piacere, orgasmi, oggetti, ancora orgasmi… Ivana preparò tre copie di quel nastro e le diede a Massimo, a sua madre Victoria e alla madre di Rossella, Luisa. Allegate in una busta delle lettere che spiegavano come Paolo avesse circuito Rossella non per amore o piacere ma per il solo scopo di realizzare videocassette hard da scambiare su Internet o vendere a privati. Quella era la prova che non solo non c’era stato amore bensì un secondo fine molto più infamante e punibile. Massimo aveva il dovere di perdonare Rossella (anche se le cose non stavano proprio così) e di farle odiare Paolo, del resto lo scopo più sottile di Ivana era proprio quello di rivoltare anche lei contro di lui. Paolo riceve una raccomandata direttamente a casa e in ufficio, la apre, incredulo quasi collassa dal contenuto. Ivana, Rossella Luisa Victoria e Massimo lo aspettavano a casa di Victoria, la "suocera" per un processo informale ma che si prospettava senza via di uscita. In caso di assenza lo avrebbero tutti denunciato per abuso sessuale a scopo di lucro incastrandolo con la videocassetta, e non sarebbe stato semplice uscirne.

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Alle 21.00 di venerdi sera Paolo si reca a casa di Victoria, particolarmente preoccupato e scosso, ma elegante e pulito, come da richiesta. La casa di Victoria aveva uno splendido salone in stile rustico con arredamento d’epoca e travi al soffitto, un camino in mattoni rossi e pietra, tende scure ed arazzi alle pareti, un lungo tavolo in legno al centro della stanza era stato per l’occasione portato verso il fondo della stanza, con dietro 5 delle sei sedie in legno lavorato. La sesta era fronte al tavolo. Victoria accoglie Paolo glacialmente e quasi ignorandolo gli dice di sedersi al posto fronte il tavolo e di non alzarsi né parlare per nessun motivo. Passa più di un’ora prima che il citofono suoni la prima volta: è Massimo con Rossella; Paolo riconosce la voce di lei, la sente tremante e insicura, non la vede, resta seduto e cerca di ascoltare ma il bisbiglio delle voci è lontano, la porta del salone chiusa, e loro parlano poco o forse sottovoce. Poi arriva Ivana, infine Luisa. Passa ancora quasi un’altra ora, poi un rumor di passi si accosta al salone: entrano tutti in silenzio e senza degnare Paolo di uno sguardo si siedono quasi affaccendati dietro al tavolo, Ivana al centro. Nel silenzio più assoluto Paolo tiene lo sguardo basso, un po’ nervoso cerca di non tradire la propria paura, mentre 5 sguardi di fuoco lo squadrano immobili. Ivana ordina a Paolo di alzare lo sguardo e ascoltare. Dopo aver ribadito i fatti "tagliati" a modo suo Ivana fa presente a Paolo quanto già anticipato nella lettera di convocazione e lo pone di fronte a due scelte: nel primo caso lo avrebbero denunciato infamandolo e rovinandolo oltre il possibile, nel secondo caso avrebbero potuto risolvere la cosa tra di loro fermo restando pagare di persona per il male fatto più o meno direttamente a tutti. Paolo riabbassa lo sguardo ancora più confuso, inizia a capire quale impensabile messinscena abbia saputo allestire Ivana per riaverlo, per vendicarsi… o forse era proprio lei in questo momento la vera vincitrice di tutto? Luisa molto disinvoltamente si avvicina a Paolo e senza particolari premesse lo centra con le sue mani curate ed eleganti, le orecchie di Paolo rimbombano come se fosse in fondo ad una caverna. Per non essere da meno anche Luisa sputa in faccia allo schiavo già in difficoltà. Ivana è già pronta per il suo turno e la cattiveria con cui esplode i suoi ceffoni è uno spettacolo nello spettacolo: potenti, fulminei, a piene mani… Anche lei correda il tutto con un ricco sputo in faccia allo schiavo che quasi apprezza tra sé e sé il sapore della saliva di queste donne così aggressive e crudeli. Massimo prende per mano Rossella e la porta con sé di fronte a Paolo. Forse, o certamente, era proprio lei che in quel momento stava calando le carte vincenti per averlo come e più di prima, incastrato deriso, umiliato… cos’altro? Risponde quindi con molta insicurezza per esclusione.

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Di nuovo un surreale silenzio appesantisce l’aria sovraccarica di tensione: in 5 contro uno tutti vivono con emozione questo attimo di trionfo o sconfitta, vittoria o rovina. Rendendosi conto che la strada è senza uscita, Paolo preferisce non dare agli altri il piacere di vederlo in un imbarazzo di scelta, qualunque siano le conseguenze. I "Bene, a questo punto dobbiamo prendere un insieme di decisioni: Paolo deve firmare un insieme di documenti in bianco con la carta intestata della sua società, nonché la lettera con le disposizioni che ora dettaglieremo e, per metterlo in assoluta impossibilità d’uscita qualora nel tempo venisse meno ai suoi impegni, una decina di assegni in bianco e cambiali di 100 milioni cadauna" Paolo pensa che forse sta per mettersi in un inutile guaio, che ragionando con più calma potrebbe trovare una via d’uscita per tutelarsi diversamente: Ivana era stata nel suo ufficio, gli ha sottratto degli assegni, Massimo aveva stuprato e picchiato Rossella la sera del suo rientro, Rossella stessa è maggiorenne e le cose non stanno proprio come erano dette in quel momento, Luisa e Victoria solo due figure esterne cui lui, in quel momento, nulla deve. Ma Ivana in quel momento sta teatralmente recitando il ‘gioco’ erotico più forte e sconvolgente che mai avrebbe potuto immaginare, coinvolgendo per affetti e sentimenti diversi persone vicine come le due madri, la donna con cui lo aveva tradito pronta a rivoltarsi contro di lui infangandolo e rinnegando l’amore che realmente le aveva dato, e il suo fidanzato, Massimo, un ragazzo di 24 anni palestrato e muscoloso, con il tipico fare da bulletto. Luisa molto disinvoltamente si avvicina a Paolo e senza particolari premesse lo centra con le sue mani curate ed eleganti, le orecchie di Paolo rimbombano come se fosse in fondo ad una caverna. Per non essere da meno anche Luisa sputa in faccia allo schiavo già in difficoltà. Torna al suo posto molto carica ed eccitata, desiderosa di assistere agli schiaffi che stanno per dare gli altri, ansiosa di riprendere il suo giro… Ivana è nel suo ruolo di Padrona, in quel momento e Paolo nel suo ruolo di schiavo in un gioco che va oltre la finzione per essere pesante e sconvolgente realtà. Per questo sicuramente, molto più che per la reale situazione di fatto, accetta con determinazione e rassegnazione la seconda possibilità, per essere comunque nel ruolo di vita prescelto accanto ad Ivana che così magistralmente in quel momento sta tramando e recitando con un preciso scopo erotico che direttamente corre elettrizzante tra lui e lei, con la complicità inconsapevole degli altri.

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I " Ora dobbiamo decidere cosa fare a Paolo in questa stessa seduta, come dettagliare per iscritto tutte le disposizioni che meglio riteniamo per il futuro e discutere insieme le punizioni da infliggere e per quanto tempo. Io in qualità di sua ex-amante chiedo l’affidamento di Paolo per un periodo da precisare in cui comunque ciascuno può pretenderne la disponibilità alle condizioni da concordare, mi offro garante di ciò che andiamo per deliberare e vi chiedo come prima cosa di definire il periodo di tempo della pena in cui Paolo sarà NOSTRO schiavo. Propongo di disporne ogni 15 giorni a turno per 48 ore: una volta mia madre, una volta Luisa, un’altra Massimo. Rossella chiaramente non conta in quanto anche se pentita e a suo modo vittima di questo BASTARDO è stata parte in causa nei fatti che sappiamo. Avrete piena libertà di impiego e di utilizzo alla sola condizione di non ‘rovinarlo’ per più del periodo previsto. Ogni 15 giorni lo SCHIAVO deve essere come nuovo… Non lo sarà comunque, ma in linea di massima è giusto che ogni segno lasciato sul suo corpo abbia, se non proprio a sparire, quantomeno ad essere perfettamente cicatrizzato. Lo SCHIAVO sarà disponibile dalle 22.00 di venerdi sera alle 22.00 di domenica sera e qualunque sia la sua condizione al termine di ogni ‘seduta’ deve comunque essere in grado di lavorare il lunedi. Per quanto tempo proponete di punire il colpevole?" La parola SCHIAVO era comparsa sulla bocca di Ivana come un segno di condanna violento, che aveva provocato in tutti una certa, fredda reazione. Paolo aveva sempre avuto una certa soggezione del modo di fare di Victoria, sempre elegante e dura, autoritaria non era certo passata lontano dalle sue fantasie erotiche ma, per attuarle, avrebbe dovuto creare una situazione un po’ difficile da gestire. Ora invece lei è lì con sua figlia e gli altri e palesemente non vede l’ora di punirlo duramente. Non era quindi solo fantasia ma c’era un fondo di verità in quello che lui sentiva in lei, semplicemente avrebbe potuto accadere solo così, con la complicità l’ingegno e la decisione di sua figlia, quella immensa Troia che ora troneggia al centro del tavolo. Teme di eccitarsi che già sta per accadere, sarebbe stato particolarmente fuori luogo in quel frangente per cui cerca di concentrarsi per non trovarsi impreparato al seguito del Processo.

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Postato da Elena il 11:06

09.03.05

Censura Postale

Negli USA, un impiegato delle poste ha deciso che gli inviti a una mostra d'arte fossero troppo osée. Le cartoline sono state censurate e rimandate al mittente.

Per la seconda volta in pochi mesi, un impiegato delle poste ha censurato le cartoline di invito a una mostra organizzata dalla Washingtonville Art Society. Stavolta si trattava di Hudson Valley Bodyscapes, una collettiva di artisti che lavorano sul nudo. La cartolina mostrava un quadro a olio di Briget Herbst dal titolo Moody Blue, un nudo integrale femminile. Gli inviti sono quindi stati rimandati alla galleria, con la motivazione che fossero troppo spinti. Bridget Herbst ha protestato pubblicamente, sostenendo che in televisione si potesse mostrare qualunque volgarità, mentre i suoi nudi, delicati e artistici, venivano censurati. Dani McIntosh, presidente della Washingtonville Art Society, ha dovuto cambiare l'immagine delle cartoline ma ha presentato una lamentela alle poste. Pochi mesi prima, un altro biglietto di invito a una mostra da lei organizzata, raffigurante un ritratto di donna a carboncino, era stato respinto al mittente. Dani McInthosh ha scoperto che gli impiegati postali non hanno alcun diritto di censura. Il portavoce del U.S. Postal Service, Tony Musso, ha dichiarato che i loro dipendenti non sono tenuti a decidere cosa sia immorale. Solo nel caso in cui il postino ricevesse una lamentela da parte del destinatario, sarebbe tenuto ad avvisare il mittente di non effettuare altre spedizioni a quell'indirizzo.

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Rosa d' Inverno
Tu vedi i miei occhi celesti di cielo, il seno montagne da varcare le gole, che snodi all’ebbrezza di cogliermi intatta, come rosa di maggio che si schiude all’amore. Sussurri parole che sanno di miele, di ciuccio che intingi nell’acqua di mare, perché io lo succhi e sappia di sale, il primo t’illudi che assaggio da sempre. Accarezzi la luce di onde di seta, seguendo le forme diafane al tatto, mentre guardi il riflesso d’un’anima pura, d’una rosa fragrante impalpabile all’aria. Non coprirla di baci rimani distante, l’odore che senti t’imbroglia e ti truffa, perché è fatta di stenti di incurie degli anni, d’orgasmi guariti a fatica dal tempo. Lascia che il sogno non schiuda le labbra, e ti sia proibito cercarmi più in fondo, perché ciò che vedi t’inganna e t’illude, mentre svaso la gonna e ti intossico il sangue. Rimani distante rimani qui fuori, apprezza il candore che fingo e ti offro, perché nell’intimo dentro ti giuro non trovi, altrettanta bellezza convinto che giuri. Negli anni mi cerco e marco i contorni, di labbra che rosse stingo al bisogno, di uomini onesti e figli di cani, che m’hanno insegnato a camminare di notte. A schivare lo sterco a passi di danza, senza che il cuore s’accorga per caso, che dipingo le labbra di porpora e pepe, per essere zingara d’un circo ambulante. Sono fatta di spine angosce e tormenti, vuote parole che pioggia riempie, sono petali secchi friabili ai venti, che un soffio li sparge e non rimane che niente. Chissà che diresti se mi vedessi davvero, con un cappello da sera e guanti di rete, che aspetto e raccolgo solo acqua piovana, avanzi di mondo di semi infecondi. Sono fatta di niente di buchi di ventre, slargati da rami senza gemme di pesco, nel silenzio per strada tra le tenebre fitte, tintinno i miei cerchi cadenzati alle voglie. Sono fatta d’istinti di gatta in calore, che miagola ai tetti nel freddo di notte, di canti d’uccelli aggrumarti sui fili, che bramano bocche come scoli all’aperto. Rimani distante il resto non conta, non serve all’amore il colore degli occhi, spalanco le gambe per essere foce, come mare che accoglie i detriti dei fiumi. Rimani distante rimani stanotte, perché l’alba domani rifletta alla luce, che quello che offro è madre di terra, dove nasce tra i fiori una rosa d’inverno.

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Prigione Sessuale
Apparentemente era un negozio di computer. Ma nel retrobottega ricchi clienti pagavano per essere riempiti di botte. Scoperta dalla polizia una prigione a pagamento. Il vero business era coperto da un normale negozio di computer, ma all'interno di una stanza segreta c'erano fruste, catene, bende, manette, una gabbia e persino un grosso coltello. I clienti arrivavano via Internet insieme alla promessa, pubblicizzata a chiare lettere, di trovare dolore e punizioni. Susanne Deveraux, la proprietaria dell'attività, non ha problemi a confessare che vende in rete i suoi servizi come dominatrice, specializzata in bondage stile infermieristico, sculacciamenti e punizioni corporali educative. L'arredo e gli oggetti del suo retrobottega erano studiati per assomigliare esattamente a una infermeria e a una prigione. La polizia ha sequestrato materiale fotografico con uomini e donne con ferite da taglio, ingabbiate e pestate in tutte le parti del corpo possibili. Non erano in vendita, solo un documento per uso interno. Si trattava delle foto dei clienti che per ricevere questo trattamento pagavano 200 dollari l'ora. Insieme a Susanne, vero nome Micheline Nelson, è stata arresta anche una complice, Amanda Kelly, con l'accusa di prostituzione. Ad entrambe sono state messe le manette ai polsi. Interrogati dalla polizia i vicini hanno dichiarato di non aver sentito nulla di strano, di aver visto arrivare Mercedes e gente ben vestita che entrava nella casa e che le due donne non hanno mai dato scandalo in pubblico.

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Censura Preventiva
L'attrice Eva Green ha criticato pubblicamente il regista Ridley Scott, reo di aver tagliato le parti migliori del suo amplesso cinematografico con Orlando Bloom. E' passato il tempo in cui attori e attrici protestavano perché il regista imponeva loro scene di nudo o di sesso troppo piccanti. Ora accade il contrario. L'affascinante attrice Eva Green ha duramente criticato il regista Ridley Scott, responsabile di aver tagliato le inquadrature più spinte del suo amplesso con il bell'Orlando Bloom nel film Kingdom of Heaven. "E' un vero peccato. Ridley ha tagliato le scene migliori. Con Orlando avevamo lavorato tanto perché fossero veramente perfette", ha dichiarato la Green in una intervista rilasciata alla rivista Glamour: "Non sapevo nulla dei tagli fino a quando non sono andata agli studios per il sonoro. Sono rimasta scioccata. Erano stati esclusi proprio gli spezzoni migliori." Interrogata sulle qualità erotiche di Bloom, Eva ha detto di apprezzare il fisico atletico e sexy del partner e che ogni donna sarebbe certamente felice di trovarsi con lui in un letto: "Ma è anche un vero gentiluomo, gentile e rispettoso", ha aggiunto. Orlando Bloom, che non ha voluto commentare i tagli delle scene, si è appena diviso dalla fidanzata, l'attrice Kate Bosworth. Secondo Eva Green, a Orlando piacciono le single indipendenti e sessualmente aggressive.

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Torniamo in sala dove Antonella aspettava sul divano. L'arredamento è classico, forse l'illuminazione un po' bassa, d'atmosfera, ma non rimango colpito da niente in particolare. Sono troppo preso dal mio nuovo abbigliamento e quella strana sensazione di sentirmi il body tirare lungo il corpo e la gonna finire tra le gambe. Vergognosamente vorrei giustificarmi ma Marco mi precede "Non era nell'armadio". "No? Forse è rimasta qui in sala. La cercheremo dopo, ora vieni a vedere la cucina. Seguimi!". Si alza e le vado dietro goffamente. Entriamo in cucina e aggiunge "Questa sarà la tua principale stanza di lavoro. Hai detto che non sai cucinare? Non importa, lasciamo perdere. In genere cucino io, ma tu dovrai aiutarmi e dovrai servire a tavola." annuisco "Poi dovrai svolgere qui i tuoi lavoretti, come stirare, rammendare e pulire le stoviglie. A mano perché altrimenti non si giustificherebbe la tua presenza a tempo pieno. Non amo i rumori in casa e non troverai elettrodomestici ad aiutarti. Solo strumenti di lavoro tradizionali. Non voglio vederti a giro per la casa senza un compito quindi quando hai terminato con le pulizie, finirai di fare i tuoi doveri in cucina altrimenti te ne tornerai in camera tua in attesa di un nostro ordine". Un momento di silenzio Si rimette seduto e mi ordina di cominciare il mio lavoro. Si scioglie la bavetta che avevo ancora ridicolmente stretta al collo. “Vai a spogliarti completamente nella tua cameretta e vatti a fare una doccia. Devi aver capito e basta. Ora torniamo in sala e vediamo se riusciamo a trovare questa divisa". La seguo con un leggero tremolio di imbarazzo. Mentre usciamo dalla cucina la padrona si rivolge a suo marito "Hai trovato la divisa?", "Sì, era stata riposta nel cassetto. Io pensavo in una divisa maschile, vorrei reagire, ma osservo di sfuggita i loro volti decisi e impazienti e decido di assecondarli. Mi sembra ci sia tutto". Lei si rivolge a me "Allora spogliati, non vorrai tenerti questi vestiti? Possono andare bene per il tempo libero ma non per i lavori di casa", "Ma padrona, qui di fronte a lei..." Si avvicina e mi da uno schiaffo sul viso. "Questo è il primo avvertimento, ora ubbidisci! Ogni ordine deve essere eseguito senza discussione". Subito mi sbottono la camicetta e la gonna. "Anche le calze, mentre il body... per il momento puoi tenerlo se proprio ti vergogni". Quando sono spogliato, si avvicina Marco e deposita sullo schienale del divano la divisa. La guardo e scopro che sono di nuovo indumenti femminili. Un vestito nero di tessuto morbido e lucido a maniche corte e gonfie, bordato di pizzi bianchi alle estremità, un completo di servizio bianco, grembiulino, crestina e guanti di raso, un paio di calze a rete bianche e altro abbigliamento intimo.

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