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<title>Voglio Blog</title>
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<copyright>Copyright (c) 2006, vaga</copyright>
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<title>Lo sguardo</title>
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<summary type="text/plain">La biondina con la minigonna salì sul treno sotto lo sguardo compiaciuto e competente del capostazione. Un lungo fischio ed...</summary>
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<dc:subject>Storielle</dc:subject>
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<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">La biondina con la minigonna
salì sul treno sotto lo sguardo compiaciuto e competente del
capostazione. Un lungo fischio ed il regionale lasciò il paese.</font></p>]]>
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">I pendolari erano quasi in tutti
in ferie. File interminabili di posti vuoti si susseguivano
angoscianti. Faceva caldo. I finestrini erano abbassati e l'aria
faceva sbattere con violenza le tendine sgualcite. La biondina
vide finalmente un essere umano: un bell'uomo, in cravatta e
camiciola, intento a battere frenetico i tasti del suo portatile.
Non ebbe il coraggio di sedersi sul gruppo di sedili a fianco e
si fermo quindi una fila prima, sul lato opposto, così da
poterlo vedere ed essere vista.<br>
L'uomo non sembrava essersi accorto della sua presenza. Lei
cercò inutilmente di incrociarne lo sguardo. Poi, con
rassegnazione, si abbandonò annoiata alla vista del panorama.
Per stare più comoda si tolse i sandali ed allungò le belle
gambe nude sul sedile di fronte. Solo dopo un po', con la coda
dell'occhio, si accorse di essere stata notata; in particolare
erano state notate le sue cosce. Occhiate cariche di desiderio si
susseguivano sempre più frequenti e sempre meno fugaci.
Lusingata, la biondina cercò nuovamente gli occhi dell'uomo.
Questa volta li trovò: erano belli e penetranti; fin troppo. Ne
sostenne per alcuni secondi lo sguardo. Poteva ritenersi
soddisfatta: la leggera eccitazione di quel gioco stava
ravvivando un pomeriggio che rischiava altrimenti di essere
mortalmente noioso. Fingendo di distrarsi nel guardare fuori, la
biondina sollevò piegandola una gamba in modo da esporsi ancora
di più a quello sguardo. Lo sentiva ormai fisso su di se e sulle
sue mutandine, sconfitto, umiliato, implorante. La sensazione di
incredibile potere che di giorno in giorno scopriva di avere sui
maschi era per lei fonte di grande eccitazione, quasi di ebbrezza;
non riusciva più a farne a meno. Fissò nuovamente l'uomo negli
occhi sfidandolo. Tronfia e vittoriosa lo vide deglutire ed
abbassare lo sguardo impacciato.</font></p>

<p><font size="1" face="Verdana">Improvvisamente l'uomo appoggiò
il portatile sul sedile di fronte, si alzò e venne verso di lei.
Il cuore della biondina prese a batterle all'impazzata: non aveva
previsto quella variante del gioco. L'uomo si sedette sul sedile
di fianco e le appoggiò una mano sul femore. Poi, respirando
forte, si avvicinò a lei col viso. La sua mano prese a risalire
piano ma decisa lungo la coscia. La biondina, paralizzata dalla
sorpresa, non riuscì più a muoversi ed a parlare; abbozzò solo
un sorriso spaventato. L'uomo raggiunse il suo sesso e cominciò
ad accarezzarlo con le dita da sopra gli slip. Contemporaneamente
le tappò la bocca con la sua, giusto un attimo prima che lei
trovasse il coraggio e la forza di chiedergli cosa diavolo stesse
facendo. Aiutandosi con l'altra mano, le abbasso il mento così
da poterle frugarle comodamente in bocca con la lingua. La
biondina dovette arrendersi all'evidenza di essere molto eccitata,
anche se non voleva certo concedersi a lui in quel modo. Provò
quindi ad allontanarlo spingendo con le mani sul suo petto ma non
riuscì a divincolarsi dalle sue labbra. L'uomo le afferrò le
mutande per l'elastico e le abbassò solo quel tanto da lasciarle
il pube scoperto. La biondina lo vide poi armeggiare con la
cerniera dei pantaloni e sfoderare un cazzo perfettamente eretto.
Fu assalita da un panico paralizzante. L'uomo, dopo averle
infilato una mano sotto il ginocchio, le sollevò una gamba
piegandola contemporaneamente verso l'alto e verso il finestrino;
in questo modo la fece voltare tutta leggermente sul fianco. La
biondina si sentì improvvisamente aperta ed esposta. L'uomo le
appoggiò rapido il cazzo e spingendo con forza sprofondò in lei
facendole male; quindi cominciò a pomparla, ansimando, grugnendo,
insultandola oscenamente. Fu molto rapido: si fermò presto,
irrigidito dall'orgasmo. La biondina lo sentì venire dentro di
lei.</font></p>

<p><font size="1" face="Verdana">L'uomo uscì senza delicatezza,
respirando affannosamente e bofonchiando qualcosa di
incomprensibile. Poi ripose il pene sporco nelle mutande e con
gesto plateale si tirò su la cerniera. Soddisfatto, si lasciò
sfuggire un sorriso cattivo. Infine tornò al suo posto e, dopo
aver recuperato il portatile, riprese a battere sui tasti. Solo
allora la biondina si riebbe dal suo stato di smarrimento e,
compreso chiaramente quello che era successo, scoppiò in lacrime.
Squassata dai singhiozzi, si raggomitolò sul sedile
abbracciandosi le gambe piegate e pianse, con la testa nascosta
fra le ginocchia. Non pensò neppure a ricomporsi tirandosi su le
mutande: un rivolo di sperma le uscì lentamente dalla vagina
formando una scandalosa pozzetta sul sedile. L'uomo, visibilmente
infastidito da quei lamenti, si alzò sbuffando, raccolse la
borsa e, tenendo il portatile con una mano, senza neppure
spegnerlo e richiuderlo, si allontanò alla ricerca di un posto
più tranquillo nella carrozza successiva. Improvvisamente,
guardandomi nello specchio dell'entrata, prima di uscire, mentre
mi davo l'ultima sistemata ai capelli, mi resi conto di essere
bellissimo. A dire il vero ne covavo il sospetto già da qualche
mese. Anzi, ripensandoci, fin dal momento in cui ero atterrato
all'aeroporto, di ritorno dal Venezuela. Il sorriso forzato della
ragazza conosciuta in aereo, il suo eccessivo entusiasmo nel
salutarmi e la sua insistenza nel volermi lasciare il numero di
telefono, mi avevano insospettito già allora. Per realizzarlo
però mi era occorso del tempo, per il semplice motivo che non ci
ero abituato: prima infatti, se non proprio brutto, ero
sicuramente quel che si definisce uno sfigato.</font></p>

<p><font size="1" face="Verdana">Così mi sentivo prima di
trasferirmi per lavoro a Caracas. Non so cosa mi accadde
esattamente nei nove anni passati in Sud America. Certamente
avevo subito una trasformazione, anche se esteriormente
continuavo a vedermi uguale. Certo, ero più abbronzato ed il mio
fisico era diventato più asciutto e muscoloso grazie all'attività
sportiva a cui mi dedicavo nell'abbondante tempo libero. Ma il
cambiamento non poteva limitarsi a quello: c'era qualcos'altro,
una sorta di energia interiore che il mio corpo emanava e che ora
mi faceva apparire, a me come agli altri, semplicemente ed
indiscutibilmente bello.Di sospetto mi veniva in mente soltanto
che una volta avevo fatto visita ad Abuela Maria, un'anziana
fattucchiera di colore, che si diceva fosse capace di esaudire i
desideri più folli, e solo quelli, per pochi bolivar. C'ero
stato, per scherzo, con amici del posto. Le avevo chiesto di
diventare bellissimo. Ma non potevo comunque credere seriamente a
certe cose. Adesso però, davanti allo specchio, rimanevo
incantato a guardarmi. Quegli stessi lineamenti che in passato
avevo odiato e che erano stati motivo di angoscianti e dolorosi
complessi, ora mi apparivano perfetti e particolari al contempo,
come quelli di un divo del cinema. Mi toccai il naso, la bocca,
gli zigomi incredulo: &quot;Sono io?! Sono proprio io?! E' mio
questo viso? Come mai non mi ero mai visto prima così?!&quot;<br>
Mi allontanai un po' dallo specchio e rimirai per intero la mia
figura: &quot;Ma quanto sono figo?!&quot; pensai entusiasta.
Certo, da qualche tempo curavo un po' di più il mio vestiario:
ma tutto il mio fisico, ora, urlava bellezza e gli abiti mi
cadevano a pennello come meglio non avrebbero potuto fare sul
più pagato dei modelli. Ero euforico. Uscii di casa gongolante.
Entrai nel vecchio bar birreria vicino alla chiesa per fare
colazione. La cassiera mi sorrise subito in un modo che rivelava
sfacciatamente la sua disponibilità. Strano: si trattava della
stessa donna che, anni prima, prendeva i soldi dalla mia mano
senza neanche alzare lo sguardo, masticando perennemente annoiata
la sua gomma. Adesso era tutto un luccicare di denti ed iridi ed
uno sbattere di ciglia. Puttana! Ed ennesima conferma del
cambiamento avvenuto in me.</font></p>]]>
</content>
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<title>Facendo la spesa</title>
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<summary type="text/plain">Giravo annoiato tra le corsie, alla ricerca di prodotti sfiziosi in grado di risollevarmi il morale, ed improvvisamente mi imbattei...</summary>
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<dc:subject>Principale</dc:subject>
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<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Giravo annoiato tra le corsie,
alla ricerca di prodotti sfiziosi in grado di risollevarmi il
morale, ed improvvisamente mi imbattei in lui. Mi riuscì
impossibile distogliere lo sguardo per diversi secondi: era
stupendo! </font></p>]]>
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Il più bel culo di donna che
avessi mai visto! Alto, sporgente, pieno e tondo ma non grosso,
provocante ma non volgare: perfetto. Era fasciato da un paio di
jeans aderenti. Seguii estasiato la riga del cavallo finché non
sparì fra le carni morbide: non avrei mai pensato che si potesse
provare invidia per una cucitura! Non riuscivo a guardare altro.
Era uno di quei particolari femminili per i quali si rischia la
scenata da parte della moglie. Intuii a malapena il resto della
figura della proprietaria. Aveva una camicetta bianca. Cercai di
registrare almeno quel particolare, così da poterla riconoscere
in seguito tra la folla. Mi allontanai da mia moglie con una
scusa e, alla guida del mio carrello, cominciai a seguire la
donna lungo le corsie, rispettando scrupolosamente la distanza di
sicurezza, quella cioè che mi avrebbe permesso di rubare ancora
qualche bella visione di lei senza insospettire. Probabilmente
non dovevo essere l'unico ad averla notata perché il traffico
maschile attorno si era fatto notevole. Mi sentivo stranamente
eccitato e desideroso di stabilire un contatto. Era un'idea
malsana e da scartare immediatamente, anche perché lei,
purtroppo, era in compagnia di quello che sembrava il consorte.
Chissà per quale motivo però certi particolari, invece di
scoraggiare, eccitano ancora di più. Incominciai a percorrere le
corsie in senso inverso rispetto al suo, così da ritrovarci di
fronte ad ogni passaggio. Cercai di incrociare il suo sguardo e
ci riuscii, sostenendolo per un paio di secondi. Ebbi la netta
sensazione di aver fatto colpo mi feci più ardito.
Improvvisamente si presentò un'occasione troppo ghiotta per non
approfittarne: lei si era chinata per raccogliere un barattolo
posto su uno scaffale, in basso, proprio mentre io le stavo
passando alle spalle. Lo spazio era esiguo.</font></p>

<p><font size="1" face="Verdana">Vidi quel culo proteso ed
invitante e non seppi resistere: le passai esageratamente vicino.
Avevo messo per protezione una mano all'esterno del carrello, di
lato, come ad impedire che il metallo potesse ferire o strappare.
il contatto fu inevitabile. Ero stato perversamente geniale: il
tocco poteva essere spacciato per involontario agli occhi di chi
l'avesse osservato, ma durata e pressione erano state tali da non
lasciare, solo a lei, nessun dubbio circa le mie reali intenzioni.
Si rialzò di scatto.<br>
&quot;Pardon&quot; le dissi serio e galante. La sua espressione
di stizza si tramutò subito in sorriso. Pensai che se solo
avessi avuto una piccola occasione per parlarle non me la sarei
lasciata sfuggire. La vidi fermarsi presso il banco dei salumi.<br>
&quot;Che ne diresti, cara, se questa sera ci mangiassimo un bel
prosciutto e melone?&quot; chiesi a mia moglie dopo averla
ritrovata e continuai senza aspettare risposta:<br>
&quot;Pensa tu al melone perché mi sento ridicolo ad annusarlo
per capire se è buono. Io prenderò il prosciutto&quot;. Detto
questo mi precipitai a strappare il numerino per la fila.<br>
Era altissimo.<br>
Mi resi subito conto che difficilm nte sarei stato servito prima
di dieci minuti. La mia amica, previdentemente, doveva averlo
preso per prima cosa appena entrata. Decisi di bluffare. Mi feci
largo tra la ressa come se avessi dovuto essere servito da un
momento all'altro e le arrivai alle spalle. Potevo sentire il suo
profumo e guardarle il culo dall'alto. Ebbi nuovamente voglia di
toccarla. La spinta di un maldestro ragazzino, che cercava di
raggiungere il bancone, avrebbe potuto darmene scusa ed occasione,
ma non ne approfittai per non esagerare. Mi limitai a
posizionarmi al suo fianco. Fui felice di sorprenderla un paio di
volte a cercarmi con lo sguardo. Ricambiai con discrezione.
Arrivò il suo turno e cercai di ascoltare la sua voce mentre
ordinava i salumi.<br>
&quot;Altro?&quot; chiese gentilmente una commessa.<br>
&quot;No grazie!&quot; rispose ricevendo il pacchetto; quindi
sfilò di lato sfiorandomi.<br>
Ci guardammo nuovamente, con desiderio.<br>
&quot;Questa me la devo fottere a tutti i costi!&quot; pensai
rabbioso mentre una fitta di libidine mi contraeva i genitali.</font></p>

<p><font size="1" face="Verdana">Rimasi per un attimo indeciso
sul da farsi, poi misi in tasca il numerino e mi allontanai dal
bancone, ma quando la cercai con lo sguardo tra la folla non la
vidi più. Percorsi velocemente alcune corsie senza riuscire a
trovarla: l'avevo persa. Vidi pero' quello che ricordavo essere
il marito uscire frettolosamente dal passaggio di una cassa
chiusa. <br>
&quot;Avrà già pagato&quot; pensai deluso mentre, con molta
meno foga, mi guardavo intorno alla ricerca di moglie e carrello.<br>
Improvvisamente, nello svoltare un angolo, urtai una persona.
Felice, mi accorsi che si trattava proprio di lei: la donna con
la camicetta bianca ed il culo da favola. Mi scusai con eccessivo
zelo.<br>
&quot;Si figuri!&quot; rispose con uguale gentilezza e proseguì:
&quot;Posso approfittare per chiederle un favore? Sarebbe così
gentile da rompere l'imballaggio delle scatole dello zucchero? Io
ci ho provato ma proprio non riesco!&quot;<br>
Senza neanche risponderle assunsi un'espressione feroce ed
afferrai rudemente un lembo del cellophane deciso a farlo a
brandelli.<br>
Purtroppo era terribilmente resistente e per quanti sforzi
facessi non riuscivo a lacerarlo. Mi innervosii.<br>
&quot;E' duro vero? Ci vorrebbe un taglierino&quot; mi disse
sorridendo deliziosamente.<br>
In un impeto di orgoglio riuscì a rompere l'imballaggio e,
tronfio e soddisfatto, le porsi un pacchetto.<br>
&quot;Grazie!&quot; Mi rispose sorridendo, questa volta con
malizia.<br>
Fui preso dal panico: capii che avevo pochi secondi a mia
disposizione per parlarle e non lasciarmela sfuggire.<br>
Sarebbe bastata una frase brillante o una semplice battuta, ma
non riuscivo ad articolare una sola parola.<br>
Ormai mi stavo rassegnando a vederla volgermi le spalle ed
allontanarsi.<br>
Invece, incredibilmente, lei rimase immobile, sorridendo ed
aspettando pazientemente le mie parole. Allora intravidi dietro
di lei una grossa porta socchiusa che dava su un magazzino non
accessibile al pubblico. Notai la lunga maniglia antipanico rossa
ed il cartello con la scritta &quot;vietato l'accesso&quot;. Fu
questione di attimi. Con il cuore che batteva all'impazzata le
afferrai una mano e senza dirle assolutamente nulla la trascinai
oltre la porta. ro pronto alla sua reazione ma ero altrettanto
deciso a rischiare.</font></p>

<p><font size="1" face="Verdana">&quot;MA SCUSI!? CHE STA FACENDO?
DOVE MI STA PORTANDO?!&quot; protestò lasciandosi tuttavia
condurre.<br>
&quot;Aspetti solo un secondo e le spiegherò tutto&quot; le
risposi continuando a camminare attraverso il magazzino.<br>
Le stringevo con forza la mano aspettandomi che si divincolasse
da un momento all'altro; ma lei, con mio crescente stupore,
continuò a seguirmi docile e silenziosa.<br>
Giungemmo alla fine del magazzino dove vidi un'altra porta, più
piccola. La oltrepassammo e ci ritrovammo in una stanza semibuia
e piena di grossi scatoloni accatastati. Vi girammo attorno e,
quando fu chiaro che non avrei potuto condurla in nessun altro
posto più lontano e nascosto di così, mi voltai verso di lei e
l'afferrai per le spalle, quindi, con la voce rotta dall'emozione
e dal fiatone, le dissi:<br>
&quot;Mi scusi! Non mi giudichi male! Ma quando l'ho vista ho
pensato che dovevo assolutamente parlarle, anche a costo di
essere preso a schiaffi. Lei è la donna più bella che abbia mai
visto e vorrei tanto avere un'occasione per rivederla e...&quot;<br>
Mi resi conto della banalità delle mie parole e di quanto fossi
ridicolo nel momento in cui lei si mise a ridere; dapprima
sommessamente, poi sempre più forte, finché non esplose in una
risata grassa e quasi isterica.<br>
&quot;Mi scusi... (AH, AH, AH), Non voglio ridere di lei... (OH,
OH) ma è che... (AH, AH, AH) non mi era mai successo di... (OH,
OH, OH)...&quot;<br>
Non riuscì neppure a terminare la frase. Punto nell'orgoglio l'abbracciai
con forza e le tappai la bocca con la mia. Smise immediatamente
di ridere; allora la strinsi ancora di più e continuai a
baciarla nel modo più appassionato possibile. Improvvisamente
anche lei prese fuoco e ricambiò il mio bacio con una foga che
quasi mi spaventò. Ero eccitato ed euforico all'inverosimile.
Non riuscivo a credere di aver osato tanto e di essere stato
premiato parimenti. Le mie mani presero a correre frenetiche
lungo la sua schiena e le sue spalle, senza però osare ancora
raggiungere i punti più desiderati. Presi a baciarla sul collo,
quasi mordendola; nel frattempo guardai in basso, oltre lei, e
rividi quei meravigliosi glutei sporgenti. Un istante dopo le mie
mani erano là, ad afferrare carne con bramosia, a gustare la
morbidezza e la dosata abbondanza di quelle membra, ad infilarsi
nel solco caldo, premendo in corrispondenza del suo sesso per
comunicarle l'irresistibile desiderio di voler entrare in lei.</font></p>]]>
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<title>Quante cose si fanno in 4 anni? </title>
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<issued>2006-02-10T10:47:48Z</issued>
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<summary type="text/plain">Quante cose cambiano in 4 anni? Cresci, apprendi, cambiano le amicizie, cambi modo di pensare, ma la cosa più importante...</summary>
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<name>vaga</name>


</author>
<dc:subject>Storielle</dc:subject>
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<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Quante cose cambiano in 4 anni?
Cresci, apprendi, cambiano le amicizie, cambi modo di pensare, ma
la cosa più importante è che in 4 anni si fanno un mucchio di
esperienze, sia belle che brutte ma entrambe serviranno per
andare avanti e capire il mondo che ti circonda. QUATTRO ANNI
sono passati ben 4 anni dalla prima volta che ho fatto l&#146;
amore, a pensarci bene fu l&#146;unica volta che feci del sesso
non solo per il puro piacere di farlo, ma perché alla base di
quel gesto c&#146;era un qualcosa di profondo che a quell&#146;
età non si capisce bene cosa sia ma relazioni dopo relazioni
capisci che quel sentimento che come una fievole fiamma accendeva
il tuo cuore e stampava un sorriso cretino sulla faccia era il
primo amore.</font></p>]]>
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Il mio primo amore si chiama
Jessica, ci conosciamo dalla scuola materna, lei fin da piccola
è sempre stata consapevole della sua irresistibile bellezza, che
usava come un&#146; arma per sottomettere chi gli stava intorno,
quando proferiva parola la sua dolce voce era l&#146;unica degna
di essere ascoltata, ma stranamente io ero l&#146; unico a non
accorgermi della sua bellezza, forse perché la vedevo come amica
e no come una ragazza, e lei ne era consapevole così solo quando
eravamo soli io e lei mostrava il suo lato umano con le sue paure
e i suoi sogni, mi confidava i suoi segreti, ed io l&#146;
ascoltavo. Questa profonda amicizia duro per molto tempo fin
quando una sera lei ormai più ragazza che bambina mi accorsi
della sua bellezza: <br>
Paolo per il suo compleanno fece un&#146; enorme festa nella sua
bellissima villa in campagna, e per fare le cose da grandi aveva
comprato pure qualche birra per berla tra noi amici, la festa
iniziava alle 8.00 di sera ma io Giovanni e Giuseppe per aiutalo
a preparare &#147; la mega festa da sballo&#148; arrivammo alle 6.30
Paolo ci confidò di avere le birre nascoste sul fondo del
frizzer e noi eccitatissimi all&#146; idea di fare qualcosa
&#147;d&#146; estremo non resistemmo fino all&#146; inizio della
festa e le drincammo prima di mangiare, il digiuno e i nostri
corpi non ancora abituati al bere ci fecero ubriacare
immediatamente. Iniziammo a fare i cretini e a scherzare dentro
la stanza di Paolo, ma quando iniziarono ad arrivare gli invitati
dovemmo scendere ad accoglierli, a Giuseppe, Giovanni e Paolo l&#146;effetto
delle birre era euforia e voglia di scherzare, invece stranamente
a me faceva l&#146; effetto contrario, così mi sedetti su una
panchina e rimasi per ben un&#146; ora solo e malinconico, dopo
un po&#146; mi decisi a tornare alla festa, appena entrai nella
sala la prima cosa che vidi fu una figura celestiale offuscata
dall&#146;alcol la sagoma, era di una donna bellissima i cappelli
neri legati dietro due orecchini di perle bianche, due fari verdi
illuminavano la mia vista offuscata, un vestito elegante nero
faceva risaltare due seni quasi maturi, e un sederino irreale,
geometricamente perfetto, focalizzai la vista sul volto dell&#146;angelo.
ERA JESSICA ballava in modo sensuale e io la vedevo in un modo
diverso, non riuscivo a capire perché fossi attratto da quella
ragazza che per molti anni era stata solo un&#146; amica, tutto
ad un tratto realizzai che ero diventato come tutti gli altri
sensibile alla sua bellezza stregante, continuavo a guardarla e
mi eccitavo, cosi mi vergognai di me stesso, come se avessi
tradito la sua amicizia e ritornai alla mia isolata panchina e
rimasi li finché la festa non terminò e tutti i miei amici se
ne andarono, rimanemmo solo io Giuseppe, Giovanni e Paolo che
dovevamo dormire li. I ragazzi non smettevano di parlare di
quanto si fossero divertiti alla fasta, ed erano orgogliosi di
aver pomiciato con alcune ragazze, mi raccontarono tutta la festa
nei minimi particolari, ma io non ascoltavo pensavo a quanto
fosse bella Jessica quella sera, fin quando Giovanni disse &#147;
ehi Paolo lai vista quella figa di Jessica?&#133;Oggi era più
bella che mai&#133;ma di fare qualcosa non se ne parla, la
puttanella si sente troppo importante per noi&#148;, Paolo ribatté
&#147; minchia hai ragione, sembra che c&#146;è l&#146;abbia
doro, ma io non mi metto a perdere tempo con una come quella se
vuole sentire un vero uomo io sono a sua disposizione se no se la
può tenere stretta&#148;, alla battuta di Paolo risero tutti
tranne io che ancora pensavo a lei, così Giuseppe che mi vedeva
strano mi disse,&#148; OH Ale ma che cavolo hai fatto stasera?&#133;.non
ti ho visto per niente non è che ti sei imboscato con qualcuna&#148;
risero tutti e io per sdrammatizzare gli risposi, &#147;si con
quella vacca di tua madre m&#146; ha fatto divertire&#148; e
tutti risero copiosamente, proseguii &#147; e ora dormiamo che ho
i ciglioni girati e voglio dormire&#148;,così andammo a riposare.</font></p>

<p><a href="http://incontri-roma.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-roma.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-catania.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-catania.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-bari.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-bari.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-cagliari.lovez.it/"><font
size="1" face="Verdana">http://incontri-cagliari.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-padova.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-padova.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-lucca.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-lucca.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-modena.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-modena.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-pescara.lovez.it/"><font size="1"
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size="1" face="Verdana"><br>
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<p><font size="1" face="Verdana">La mattina seguente a scuola,
ero strano, avevo paura di incontrare Jessica,che appena entrai
in classe mi abbracciò e mi disse &#147; ma dove cavolo eri ieri
ti ho cercato per tutto il tempo, non ti sei fatto vedere nemmeno
per la torta&#133;sai ti devo dire una cosa..&#148; sorrisi e
risposi &#147;non stavo molto bene, cosi mi sono appartato, non
avevo voglio di ballare &#133; ma cosa mi devi dire?&#148;e lei
subito rispose, &#147;oggi pomeriggio vengo a casa tua verso le 4.00
e ti racconto tutto, ok?&#148;ed io &#147;va bene, aspetterò&#148;.
Per tutta la mattina pensai a Jessica e a cosa mi volesse dire,
ero confuso, sentimenti contrastanti mi invadevano violentemente
la testa. Alle 4.00 in punto Jessica venne a casa mia, l&#146;accolsi
amichevolmente e dopo avermi raccontato alcuni avvenimenti buffi
della festa, cambiò discorso bruscamente, &#147; ma basta
parlare di ieri sera, infondo non è stato tutto sto granché,
forse perché non c&#146; eri tu a tenere banco&#133;ti devo dire
una cosa,ancora non l&#146; ho detta a nessuno per paura che
fosse solo un sogno&#133;sono troppo felice&#133;mamma&#133;MISONO
FIDANZATA&#133;si l&#146; ho detto fiuuu, sono riuscita a dirlo&#133;
ti rendi conto? Mi sono fidanzata! con Alessio, alto biondino,
fisico da paura, l&#146; hai capito chi è?&#148; Io rimasi di
sasso improvvisamente ero ricoperto da un velo di tristezza e non
sapevo nemmeno perché vedevo Jessica così bella e pensavo che
dovevo essere felice per lei, ma non lo ero, non riuscivo a
capire perché, Per quale motivo sentivo dolore al cuore? Ma ero
sicuro di dover nascondere questo sentimento incomprensibile così
risposi &#147; e brava la mia Jessica, sono felice per te, mi
sembra un bravo ragazzo, non lo perdere&#148;, parlammo ancora un
po&#146; e poi lei ritornò a casa. Dopo quel giorno ero triste,
la mia inesauribile voglia di ridere era finita, a casa non
mangiavo più, a scuola i voti crollarono, mi chiusi a casa a
vegetare, la cosa che mi faceva soffrire di più era che non
sapevo perché fossi triste, sapevo solo che non avevo più
voglia di fare niente. Passò circa un mese, e le cose non
cambiavano, vedevo tutti i giorni Jessica, ma non riuscivo a
parlargli, &#147;dove era finita tutta quella loquacità che
aveva caratterizzato la nostra amicizia?&#148; Arrivò il giorno
di partire per la gita, 4 giorni in Emilia Romagna, io non avevo
molta voglia di partire ma avendo già pagato dovetti andarci.
Partenza alle 17.30 dalla stazione destinazione: Bologna, Jessica
e il suo fidanzato Alessio sembravano affiatati si baciavano
continuamente ed io stranamente soffrivo. Sul treno ci divisero
in cuccette da 4 io fortunatamente fui messo insieme ai miei tre
amiconi, Giuseppe, Giovanni e Paolo, loro come sempre avevano
voglia di ridere e di scherzare e io ero deciso a non soffrire più
per qualcosa che nemmeno sapevo cosa fosse.</font></p>

<p><a href="http://incontri-venezia.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-venezia.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
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size="1" face="Verdana"><br>
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size="1" face="Verdana"><br>
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size="1" face="Verdana"><br>
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-sassari.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-sassari.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-torino.lovez.it/"><font size="1"
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size="1" face="Verdana"><br>
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face="Verdana">http://incontri-bergamo.lovez.it/</font></a></p>


<p><font size="1" face="Verdana">Entrati in cuccetta Giovanni
sfilò dalla valigia due bottiglie di vino e disse &#147;Raga&#133;in
questi 4 giorni non ci sono regole&#133;solo divertimento&#148;,
prese i bicchieri e verso il vino, e tutti e 4 brindammo; dopo
molto tempo ricominciavo a scherzare e a ridere, mangiammo e
bevemmo, dopo alcune futili discussioni Paolo se ne uscì con la
sparata &#147;A Bologna perderò la verginità&#148; e noi
scoppiammo in una risata fragorosa, ma lui convinto di quello che
dicesse continuò &#147; voi ridete, vedete che Francesca me l&#146;
ha promesso, mi a detto in gita lo facciamo!&#133;è fatta già
una volta m&#146; ha fatto un bel pompino!&#148; Le parole di
Paolo mi fecero pensare a Jessica e Alessio, &#147; e se pure
Jessica avesse fatto una promessa simile?&#148; Mi preoccupai un
po&#146; ma poi dissi tra me, &#147; Ale basta non romperti più
i ciglioni con queste minchiate, hai il dovere di divertirti&#148;,
così continuai a bere. Dopo esserci ubriacati verso mezzanotte
uscimmo dalle cuccette per andare a far visita alle nostre
compagne, arrivati bussammo, ci fecero aspettare un pò prima di
aprire, forse stavano facendo qualche porcata, e anche loro
avevano bevuto, si sentiva dall&#146; odore che emanavano quando
parlavano. Nella cuccetta erano solo tre Francesca, Claudia e
Paola mancava Jessica, così chiesi dell&#146;amica mancante,
Paola mi rispose subito &#147;è andata da quel coglione del
fidanzato, perora lo starà facendo divertire per benino&#148;,
iniziammo a parlare ma dopo poco tempo mi accorsi che ero di
troppo, e così decisi di tornare alla mia cuccetta, &#148;ragazzi
sono un po&#146; stanco vado a dormire ciao&#148;, i ragazzi
inizialmente protestarono, ma poi mi lasciarono andare. Mentre
attraversavo il corridoio per arrivare alla cuccetta sentii la
voce di una ragazza che piangeva e diceva, &#147;no..ti prego&#133;fermati&#133;non
voglio, ti prego fermati&#148; e una persona che le diceva,
&#147;sta zitta troietta tanto lo so che ti piace, sta
tranquilla, non ti faccio male&#148; e la ragazza &#147;no ti
prego, fermo, fermo,mi stai facendo male, basta!!&#148;<br>
Era la voce di Jessica, appena focalizzai chi fosse non capii più
niente apri quella porta e trovai Alessio sopra a Jessica che
piangeva e aveva la mogliettina strappata, non visti più niente,
presi quel farabutto dalle spalle e lo buttai contro il
finestrino, iniziai a riempirlo di pugni, gli sputai in faccia
come si meritava e gli dissi,&#148; non provare mai più ad
avvicinarti a Jessica o la prossima volta t&#146;ammazzo&#148;,
mi girai verso la mia amica che era ancora sconvolta, l&#146;abbracciai
e le dissi &#147; dai forza andiamo&#148;, lei ancora piangente
mi fece cenno di si con la testa e la portai nella mia cuccetta
per poter stare tranquilli.</font></p>

<p><a href="http://incontri-varese.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-varese.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-pistoia.lovez.it/"><font size="1"
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size="1" face="Verdana"><br>
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-firenze.lovez.it/"><font size="1"
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-novara.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-novara.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-agrigento.lovez.it/"><font
size="1" face="Verdana">http://incontri-agrigento.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-trieste.lovez.it/"><font size="1"
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<p><font size="1" face="Verdana">Dentro le asciugai le lacrime e
mi feci spiegare l&#146;accaduto, quel coglione aveva bevuto e
dopo alcuni bacetti la voleva scopare, ma Jessica non aveva
voluto cosi il figlio di puttana le le aveva usato violenza, ma
fortunatamente ero arrivato in tempo, Jessica aveva i polsi pieni
di lividi, e il volto ancora sconvolto. Continuai ad ascoltare il
suo orribile racconto fino alla fine, dopo di che mi disse &#147;ti
prego non lo dire a nessuno&#148;, io subito le dissi, &#147; per
chi mi hai preso, non lo dirò nemmeno sotto tortura&#148;, mi
sorrise e disse,&#148;grazie, principe azzurro&#148; e mi bacio
sulle labbra timidamente, ero sorpreso, tutto ad un trattola
tristezza che avevo sentito in quei giorni era svanita; allora
realizzai io ero attratto da Jessica,&#133;anzi no a me piaceva
Jessica, no no IO AMAVO JESSICA. Quindi raccolsi tutto il
coraggio che avevo e le dissi &#147; in queste settimane sono
stato male, male dentro nel cuore, e solo oggi capisco perché&#133;.Jessica
io ti amo&#133;sapere che qualcun altro ti possa baciare toccare
o addirittura ascoltare, mi fa star male!!!&#148; La ragazza
rimase sorpresa, immobile, le guance si colorarono di rosso i
suoi occhi ritornarono ad essere lucidi, infine disse,&#148;finalmente,
quante volte ho sperato di sentirti dire queste parole, Ale mi
sei sempre piaciuto, ma il tuo modo di fare così amichevole mi
frenava, così ho provato a farti ingelosire, e per poco mi
finiva male,&#133;. ma adesso sono felice&#133;.anch&#146;io ti
amo testone!!!&#148;, dette queste parole mi abbracciò e mi baciò
appassionatamente, ci baciammo per un pezzo, in un modo che non
avevo mai provato, i nostri baci esprimevano sentimenti, ogni
contatto era un&#146; emozione, era un amore puro senza volgarità
ne impurità, solo un bacio dolcissimo. E dalla gioia ci
addormentammo abbracciati. L&#146;indomani ci risvegliò Giuseppe
ber dirci che eravamo arrivati a Bologna, passammo tutta la gita
insieme fu bellissimo quel viaggio perché caratterizzato da quel
legame dolcissimo. Dopo quel giorno trascorsero alcuni mesi e noi
eravamo innamoratissimi, e ogni tanto nei nostri discorsi da
fidanzati si parlava anche dell&#146; idea di fare l&#146; amore,
quasi sempre iniziava lei a parlarne era convita che il nostro
rapporto fosse così bello da meritarsi un&#146; esperienza così
importante, lei diceva sempre che la sua prima volta dovesse
essere speciale, sognava di farlo per la prima volta sulla
spiaggia col rumore selle onde come unico sottofondo le stello e
la luna come luce. Così per il giorno del suo compleanno 20
luglio preparai il suo sogno. Presi una coperta, preparai alcuni
tramezzini, una bottiglia di vino, e via a prendere la mia
Jessica inconsapevole di quanto stesse accadendo, avevo trovato
un posto isolato e molto romantico nascosto dalla fauna,
scendemmo la scogliera e giunti in quel luogo accesi un piccolo
fuoco. Il mio amore aveva capito tutto e non sembrava
preoccupata, forse aveva capito di essere pronta, consumammo la
cena preparata da me e infine brindammo al suo compleanno, dopo
aver bevuto iniziò a baciarmi con sensualità poi sul collo, mi
sbottonò la camicia e mi copri di baci fino all&#146; ombellico
poi risalì sulla mia bocca, aveva le labbra calde e morbide, il
suo profumo mi inebriava i sensi, la spogliai delicatamente
continuando a baciarla, le accarezzai i seni sodi, ogni movimento
sembrava poesia, lei inizio a sospirare, la sua voce amplificava
il desiderio, la riempii di baci per tutto il corpo fino ad
arrivare alla sua vagina inviolata, iniziai a baciarla, lei
continuava ad ansimare poi mi disse &#147;Ale ti amo!&#148;, era
il momento, mi feci strada delicatamente tra quelle umide pareti
finche non trovai l&#146;imene, spinsi un po&#146; più forte, il
mio piccolo amore emise un gridolino, io continuai delicatamente
ad entrare finché non penetrai completamente, NON ERAVAMO PIU&#146;
VERGINI adai più veloce progressivamente. Facemmo l&#146;amore
per una decina di minuti, ma interminabili, poi le baciai la
fronte e mi staccai da lei e mi coricai di fianco alla mia gioia,
faccia contro faccia Jessica mi abbracciò e disse &#147;grazie,
sei stato dolcissimo!&#148; e mi baciò. Io e Jessica rimanemmo
fidanzati per 2 anni indimenticabili, poi per la mia
stupidaggine, rovinai tutto tradendola, più di una volta, ed ora
non mi parla neanche, ma anche se per ora mi odia per averla
fatta soffrire come uno stupido, sono sicuro e che una parte del
suo cuore rimarrà per sempre mia, come il mio apparterà per
sempre al mio primo piccolo grande amore.</font></p>

<p><a href="http://incontri-mantova.lovez.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://incontri-mantova.lovez.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://incontri-perugia.lovez.it/"><font size="1"
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</font><a href="http://incontri-vicenza.lovez.it/"><font size="1"
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</font><a href="http://incontri-lecce.lovez.it/"><font size="1"
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</font><a href="http://incontri-palermo.lovez.it/"><font size="1"
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</font><a href="http://incontri-napoli.lovez.it/"><font size="1"
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<title>L&apos; annuncio</title>
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<issued>2005-11-08T17:31:54Z</issued>
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<dc:subject>Storielle</dc:subject>
<content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="it" xml:base="http://www.vogliodivertirmi.net/blog/">
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Le prime luci del giorno
riescono ad attraversare le tapparelle della finestra. Socchiudo
gli occhi e mi rendo conto che non stavo affatto sognando. Il
sedere mi faceva ancora molto male... </font><a
href="http://www.x4x.it/"><font color="#FEFEFF" size="1"
face="Verdana">Redirect Gratuito</font></a><font color="#FEFEFF"
size="1" face="Verdana"> per</font><font size="1" face="Verdana"><br>
</font><font color="#FEFFFE" size="1" face="Verdana">siti di </font><a
href="http://www.svacco.it/sborra/"><font color="#FEFFFE"
size="1" face="Verdana">Sborra</font></a><font color="#FEFFFE"
size="1" face="Verdana"> per </font><a
href="http://www.svacco.it/troie/"><font color="#FEFFFE" size="1"
face="Verdana">Troie</font></a><font color="#FEFFFE" size="1"
face="Verdana"> e </font><a href="http://www.svacco.it/zoccole/"><font
color="#FEFFFE" size="1" face="Verdana">Zoccole</font></a><font
color="#FEFFFE" size="1" face="Verdana"> o </font><a
href="http://www.svacco.it/puttane/"><font color="#FEFFFE"
size="1" face="Verdana">Puttane</font></a><font color="#FEFFFE"
size="1" face="Verdana"> con </font><a
href="http://www.svacco.it/lesbiche/"><font color="#FEFFFE"
size="1" face="Verdana">Lesbiche</font></a></p>]]>
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Sono un&#146;impiegata comunale
da 13 anni, mi chiamo Sabrina e sono sposata da 11 con Franco.
Non abbiamo figli. Io ho 38 anni lui ne ha 36. Il rapporto
matrimoniale è abbastanza monotono e se qualcuno mi avesse detto
se ero felice avrei risposto &#147;ni&#148;. Ero sola in ufficio
nel periodo delle ferie e capitai per errore su di un sito di
annunci erotici. Uno di quei tanti siti, che avevo già
incontrato senza farci caso. Mi incuriosì il primo annuncio che
lessi; era di una donna sposata che cercava un uomo per essere al
centro delle attenzioni due maschi. Mi chiesi come fosse
possibile una cosa del genere, nella mia mentalità il marito ti
deve bastare!!!! Continuai a spulciare annunci e di quel genere
ve ne erano diversi: una strana voglia mi prese. Inviai una email
ad una di queste signore chiedendole perché lo faceva e se aveva
esperienza. Mi rispose il giorno dopo dicendo che anche lei aveva
una vita matrimoniale insipida, poi aveva convinto suo marito e
di tanto in tanto incontravano uomini. Lei per sentirsi ancora più
&#147;porca&#148;, usò questo termine, si faceva anche pagare.
Mi disse che a volte erano dei veri flop, ma spesso le erano
capitati dei veri uomini e si divertiva moltissimo a farlo. E se
ne avessi parlato con Franco?? Lui era anche un po&#146; geloso,
anzi forse un po&#146; parecchio, e io sono sempre stata una
moglie fedele, seria e dimessa anche nel vestire. Mi dissi che il
tradire era fare le cose di nascosto, ma farlo insieme non era
certo un tradimento. Mi dissi anche che forse se ne parlavo
rischiavo che lui se ne andasse di casa&#133;&#133; che fare??
Uscii dal lavoro risoluta nel parlarne a Franco. Gli accennai
qualcosa la sera alla tv, gli dissi che una mia vecchia compagna
di scuola mi aveva accennato una certa cosa che faceva, e tra una
chiacchiera e l&#146;altra Franco capì cosa gli volessi dire. La
sua reazione fu quella di chiedermi se lui non mi fosse bastato.
In realtà non troppo, era poco dotato ma questo non era un
problema ma soprattutto molto raramente mi portava all&#146;orgasmo.
Ovviamente gli dissi che non era per quello, ma per dare una
scossa di vita al nostro rapporto. Rimase interdetto, ma non si
arrabbiò. &#147;Sabri, lo sai che la persona che viene qui non
si contenta di una semplice scopata, normalmente le donne fanno
molto di più di quello che tu fai&#133;&#133;.. e sei disposta a&#133;&#133;
cedere??&#148;. Non risposi, ma con la testa feci sì. &#147;Va
bene, ti voglio accontentare, andiamo sul sito dei sogni??&#148;.
Gli detti l&#146;indirizzo che mi ero segnata e andammo un po&#146;
a vedere. Leggemmo alcune pagine e poi lui mi chiese se volevo
mettere un annuncio o rispondere a qualcuno di quelli già
esistenti. &#147;Proviamo a rispondere intanto?&#148;. Leggemmo e
leggemmo e scegliemmo il seguente: &#147;Uomo 48enne autoritario
incontrerebbe coppia disinibita e aperta. Offro 300 rose.
Richiedo max igiene e riservatezza&#148;. Rispondemmo dicendogli
chi eravamo e l&#146;età e nell&#146;arco di due giorni fissammo
per il venerdì dopo cena. Io non avevo biancheria sexi, indossai
le mutandine più sgambate che avevo nuove e una canotta senza
reggiseno, sopra misi un pigiamino di lino a pantaloncini corti.
Franco si mise in maglietta e pantaloncini corti. Non ne parlammo
affatto durante la cena. Riordinammo la cucina e ci mettemmo ad
aspettare. Intorno alle 21,30 squillò il cellulare e mio marito
dette istruzioni al visitatore per raggiungere casa nostra. Dopo
una decina di minuti suonò il campanello di casa e mio marito
andò ad aprire.</font></p>

<p><a href="http://www.svacco.it/lesbiche/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.svacco.it/lesbiche/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.foto-porno.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.foto-porno.ze.cx/</font></a><font
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</font><a href="http://www.svacco.it/sborra/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.svacco.it/sborra/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.tettone.xxl.st/"><font size="1"
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</font><a href="http://www.svacco.it/zoccole/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.svacco.it/zoccole/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://lesbiche.has.it/"><font size="1"
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</font><a href="http://www.svacco.it/puttane/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.svacco.it/puttane/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.pompini.xxl.st/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.pompini.xxl.st/</font></a><font
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</font><a href="http://www.svacco.it/troie/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.svacco.it/troie/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.sesso.it.tc/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.sesso.it.tc/</font></a></p>

<p><font size="1" face="Verdana">Entrò un signore alto,
brizzolato robusto ma non grasso e ci presentammo, si chiamava
Paolo. Ci sedemmo sul divano e mio marito gli disse che noi
eravamo alla prima esperienza. Lui disse che era sufficiente che
avessimo fatto quello che ci diceva lui: &#147;Il mio annuncio
parla chiaro, a me piace dirigere il gioco, non è la prima volta
che incontro coppie senza esperienza ma vi poso garantire che ci
divertiamo assai, basta che facciate quello che vi dico&#148;.
Estrasse dai pantaloni il portafogli e mi allungò tre banconote
da cento euro. Spengemmo i cellulari e mio marito disse se
volevamo accomodarci in camera. Andammo, mio marito si fermò
dalla sua solita parte del letto e io andai dall&#146;altra
seguita da Paolo. &#147;Franco tu spogliati, che a Sabrina ci
penso io&#148;. Mi venne dietro e allungò le mani sulle mie
tette palpandole a fondo. Ero girata verso mio marito il quale in
pochi attimi rimase nudo e si sedette sul letto e ci guardava.
Paolo disse: &#147;Ti piace vedere la tua donna che si fa toccare
così??? Dai segati un po&#146;&#148;. Franco si portò la mano
all&#146;uccello e iniziò a masturbarsi lentamente. Mi feci
sfilare il sopra del pigiama e la canotta e le mani di Paolo
tornarono alle mie tette palpandole e tirando i capezzoli. Poi
affondò le mani nei pantaloncini del pigiama e nelle mutandine e
le sue dita arrivarono subito alla mia fichetta che
immediatamente si bagnò. vedevo che l&#146;uccello di mio marito
aveva già raggiunto l&#146;erezione e lui rallentava ancora la
masturbazione. Mi sfilò pantaloncini e mutandine e poi mi fece
sedere sul letto. &#147;Franco, mentre lei si occupa di me tu
accarezzala e baciale tutta la schiena&#148;. Franco iniziò ciò
che gli era stato detto e Paolo mi venne davanti alla faccia. Si
tolse la polo rimanendo a dorso nudo e mi invitò con i gesti a
spogliarlo sotto. Gli sganciai i pantaloni e li abbassai, poi
abbassi anche i boxer e mi apparve davanti al viso un uccello
molto grosso e lungo rispetto a quello di Franco. Paolo se lo
prese in mano e iniziò a sfregarmelo sul viso e sulle labbra e a
me venne spontaneo allungare una mano alle sue palle gonfie e
pelose e di dare baci quando l&#146;uccello mi passava sulla
bocca. &#147;Franco ma quant&#146;è che non glielo fai
assaggiare??&#148;. Io mi vergognavo perché mai avevo sentito
questi discorsi, ma in un certo senso mi eccitavano pure. &#147;Sabrina,
occupati un po&#146; di tuo marito che lo facciamo divertire&#148;.
Mi girai verso di lui e andai fra le sue gambe, gli presi in mano
l&#146;uccello e lo accarezzavo e baciavo e cercavo di vedere
cosa facesse Paolo.<br>
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Si inginocchiò vicino al viso di Franco, gli prese una mano e
glie la portò al suo uccello. Franco senza dire niente iniziò a
segarlo, Paolo allungò una mano, prese l&#146;uccello di mio
marito in mano, lo scappellò e mi disse: &#147;Sabrina fagli
vedere a Franco come si fa un pompino&#148;. Io non li facevo
mai, era capitato qualche volta che lo avessi ciucciato, baciato
e leccato ma al solo scopo di farlo rizzare niente di più. Presi
subito in bocca la cappella di mio marito e la iniziai impastare
con la lingua e la saliva. Paolo abbassò ancora di più il
bacino e mio marito si trovò con l&#146;uccello di Paolo alla
bocca. &#147;Dai Franco divertitici un po&#146; che poi lo diamo
a Sabrina&#148;. Fu davvero una grande sorpresa vedere mio marito
aprire la bocca e iniziare a ciucciare un cazzo. Sembrava che
Paolo lo stesse scopando, e lo infilava molto dentro, mentre si
faceva toccare le palle. Bastarono pochissimi minuti che Franco
iniziò a vibrare e a irrigidirsi. La mano di Paolo forzò sulla
mia testa e per la prima volta bevvi il seme di mio marito, fino
all&#146;ultima goccia, mentre lui continuava a spompinare e di
gusto il nostro compagno di giochi. &#147;Dai Franco riposati un
po&#146; e ricomincia a segarti, mentre io controllo quanto è
porcella la tua moglie&#148;. Mi tirò a sé, avevo sempre la
bocca impastata di sborra e Paolo mi infilò la sua lingua dentro
e iniziammo a pomiciare mentre le sue mani mi vennero fra le
cosce e iniziarono ad aprirmi la passera. Poi mi fece sdraiare a
fianco di Franco e ci chiese di baciarci, mentre lui fece il suo
primo ingresso dentro di me. Iniziò a scoparmi con molta forza,
mentre con una mano era passato a segare mio marito perché gli
tornasse in tiro. Finalmente raggiunsi un sospirato e agognato
orgasmo. L&#146;unico uccello che avevo provato era quello di mio
marito, e onestamente sentirsi riempire da questo era tutt&#146;
altra cosa. Avrei voluto che non smettesse mai e con le gambe lo
strinsi a me: era meraviglioso sentirsi premere l&#146;utero da
colpi possenti e sentire nettamente lo sfregamento dei miei
tessuti interni con la sua cappella e la sua asta. &#147;Sabrina
sto scoppiando, fammi venire &#148;. Accelerò la pompata e
esplose nel mio utero una fantastica ondata di sborra caldissima.
Smisi di baciare mio marito e mi attaccai alla sua bocca, volevo
fargli sentire tutto il mio piacere e la mia soddisfazione. Si
staccò dopo un po&#146; e disse: &#147;Franco vieni a ripulire
la fica di tua moglie, leccala a fondo&#148;. Uscì da me si
sedette di fianco, mentre mio marito mise la testa fra le mie
cosce e iniziò a leccare e ingoiare i miei umori e la colata di
sborra di Paolo. Mentre Franco leccava e succhiava noi ci
rimettemmo a pomiciare e a tastarsi a vicenda. Trovai il suo
uccello ammosciato e fradicio e gli feci intendere di volerlo in
bocca. Fui subito accontentata e con un grande sforzo dopo averlo
scappellato lo ingoiai fino alle palle. Sentivo il sapore della
sborra e il sapore dei miei umori e la cosa mi eccitò da
impazzire, fra l&#146;altro Franco stava lavorando molto bene la
mia fica, non era solito farlo perché dicevo che a me non
piaceva&#133;.. che scema! </font></p>

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<p><font size="1" face="Verdana">Mi eccitava anche sapere che mio
marito stava ingoiando il seme di un altro uomo che aveva goduto
dentro di me. Ben presto a Paolo tornò durissimo, lo sfilò
dalla mia bocca gocciolante di saliva e andò dietro a Franco.
&#147;Vuoi far vedere a tua moglie che sei più porca di lei????&#148;.
Iniziò a sfregargli l&#146;uccello fra le chiappe mentre mio
marito continuava a leccarmi. Poi Paolo lo inarcò ancora di più,
gli prese l&#146;uccello in mano e iniziò a segarlo, puntò il
suo all&#146;ano di mio marito e forzò. Un lungo sospiro uscì
dalla bocca di Franco, quando si sentì devastato lo sfintere e
mise ancora più forza nel leccarmi e succhiarmi. Certo era uno
spettacolo davvero unico vedere mio marito inculato. &#147;Franco
diglielo tu a Sabrina, ti piace il mio cazzo??&#148;. &#147;Sì&#148;.
Andarono avanti per un po&#146;, fino a quando mio marito stava
per venire. Paolo se ne accorse ed estrasse il suo uccello dal
culo di mio marito. &#147;Sabrina mettiti a pecorina&#148;. Lo
feci, ed era la prima volta nella mia vita. Franco mi leccò di
nuovo la passera e anche il culo, poi con il suo cazzetto da
famiglia venne al mio ano, lo puntò e per la prima volta fui
inculata. Paolo per aiutarmi a prendere dietro il cazzo, mi stava
masturbando, poi riuscì a mettere la testa sotto di me fra le
mie gambe e mi leccava la fica e leccava anche l&#146;uccello di
mio marito che mi inculava. Bastarono pochi minuti e Franco venne
nel mio intestino, mentre l&#146;altro continuava a leccare e
succhiare. Poi mio marito estrasse l&#146;uccello e Paolo glielo
ripulì, e leccò a lungo la colata di sborra che stava uscendo
dal mio culo. Poi mi venne dietro e disse: &#147;Ora Sabrina ti
voglio sentire urlare. Allargati le chiappe&#148;. Lo feci. Puntò
il suo cazzo grande al mio culo e mi sfondò, mentre le sue mani
mi dilaniavano le grandi labbra, spalancandole e strusciando
quasi con violenza il grilletto. Godetti selvaggiamente,
chiedendo di essere sfondata fino allo stomaco, sentivo il cazzo
che entrava molto nelle mie profondità, ma anche diverse dita di
Paolo si erano addentrate nella mia fica e la stavano devastando.
Stranamente a mio marito tornò ancora duro l&#146;uccello, forse
la scena che vedeva lo aveva&#133;.. svegliato. Franco fu fatto
sdraiare e io mi accomodai su di lui prendendo il suo cazzo nella
fica, Paolo da dietro mi sfondò nuovamente il culo. La mia prima
doppia penetrazione. Raggiungemmo dopo almeno un quarto d&#146;ora
l&#146;orgasmo quasi all&#146;unisono, e fu l&#146;esperienza più
bella della mia vita. Anche i miei due compagni urlarono dal
piacere e io mi sentii completamente riempita di sborra. Da
quella sera, almeno un paio di volte al mese riceviamo uno o più
uomini, e ultimamente sto pensando ad un gruppetto di almeno 5 o
6 che sfondino me del tutto e anche il porco finocchio del mio
marito.</font></p>

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</content>
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<title>Di primo mattino</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.vogliodivertirmi.net/blog/2005/05/di_primo_mattin.html" />
<modified>2005-11-08T17:31:12Z</modified>
<issued>2005-05-22T10:02:11Z</issued>
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<summary type="text/plain">Le prime luci del giorno riescono ad attraversare le tapparelle della finestra. Socchiudo gli occhi e mi rendo conto che...</summary>
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<name>vaga</name>


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<dc:subject>Principale</dc:subject>
<content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="it" xml:base="http://www.vogliodivertirmi.net/blog/">
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Le prime luci del giorno
riescono ad attraversare le tapparelle della finestra. Socchiudo
gli occhi e mi rendo conto che non stavo affatto sognando. Il
sedere mi faceva ancora molto male... </font><a
href="http://www.x4x.it/"><font color="#FEFEFF" size="1"
face="Verdana">x4x</font></a></p>]]>
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Per limitare il dolore sono
sdraiata a pancia in giù, ma mi basta sentir scorrere il
lenzuolo per capire che le mie natiche sono arrossate dalle
frustate ricevute. Ho anche un altro tipo di dolore, più interno.
Credo di capire a cosa è dovuto. Giro la testa verso Franco e
scopro che anche lui è sveglio. &#147;Allora, ci siamo
svegliati, finalmente!&#148;, &#147;&#133; Buongiorno, che ore
sono?&#148;, &#147;Abbastanza tardi per dormire ma abbastanza
presto per altre cose&#148;. &#147;Cosa?&#148;. Mi afferra la
mano e mi fa toccare il suo pene eretto e durissimo. &#147;Cosa?
Per incularti, mia cara&#148;. Non aspetta la risposta, si
solleva e mi viene sopra, sulla schiena. Senza dire o chiedere,
cerca il mio ano facendomi emettere qualche gridolino di dolore e
mi penetra nuovamente. In quella posizione non ho nemmeno la
possibilità di attutire la penetrazione con i miei movimenti e
non posso trattenermi dall&#146;ansimare per il dolore. Mi sbatte
con forza e grande vigore, mi ha già fatto capire che gode nel
farmi sentire male. Il letto si agita sotto i colpi pesanti di
Franco e io vorrei piangere dal dolore. Improvvisamente
interrompe la sua azione e si alza sulle sue ginocchia. &#147;Per
ora basta così era solo un assaggio. Via dal letto e mettiti in
ginocchio desidero un bel servizietto e usa le precauzioni che ti
ha consigliato la padrona per non sporcarti&#148;. Capisco il
messaggio e mi alzo dal letto. Sulla sedia dove sono i miei
vestiti recupero la bavetta rosa, poi ritorno verso Franco che
nel frattempo si è alzato in piedi. Me la metto intorno al collo
e tento di legarla con qualche difficoltà. &#147;Mettiti in
ginocchio, te la sistemo io&#148;. Quando sono giù reclino la
testa in avanti. Franco afferra i lembi e me la stringe molto
stretta, in modo da risultare volutamente fastidiosa. Quando
rialzo la testa non aspetto altri ordini e inizio a baciare e
leccare il suo pene, fino a prenderlo in bocca. &#147;Brava
Genny, così ti stai comportando proprio bene, continua così,
sei una brava mocciosetta&#148;. Immagino che desideri sborrarmi
in bocca. Non sono proprio felice dell&#146;idea ma lo preferisco
rispetto alla dolorosa sodomizzazione. Invece mi accorgo che la
sua eccitazione va decadendo. Poi lo sento dire &#147;Eccomi,
bevi troia&#148; e un violento schizzo di urina mi colpisce il
palato. Ingoio velocemente per non fare fuoriuscire una goccia,
non vorrei incappare in qualche punizione. &#147;Sì, brava, mi
sei piaciuta. Una bella e piacevole pisciata in bocca è modo
migliore per iniziare la giornata!&#148; commenta molto
ironicamente. Finisco di succhiare poi mi allontana. Vede i suoi
vestiti sulla sedia, si riveste senza fiatare ulteriormente e poi
esce dalla camera. Guardo l&#146;orologio e mi accorgo che è
tardissimo, sono già le 9. Mi sciolgo la bavetta, raccolgo
velocemente la mia divisa e corro nella camera dei Padroni. La
porta è aperta e la stanza è illuminata &#147;Permesso, posso
entrare?&#148; Vedo Marco vestito con una vestaglia da camera che
mi risponde &#147;Avanti, entra pure&#148;, &#147;Buongiorno. La
Padrona mi ha detto di essere qui per le 9&#148;, &#147;Sì lo
so, ora è in bagno&#148;. </font></p>

<p><a href="http://www.xgo.it/sesso/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.xgo.it/sesso/</font></a><font size="1"
face="Verdana"><br>
</font><a href="http://transessuali.xgo.it/"><font size="1"
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.puttane.info.ms/"><font size="1"
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://scopare.xgo.it/"><font size="1"
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face="Verdana"><strong><br>
</strong></font><a href="http://donne-mature.sbavare.it/"><font
size="1" face="Verdana">http://donne-mature.sbavare.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://racconti-trans.xgo.it/"><font size="1"
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://pissing.grandesito.it/"><font size="1"
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://pompinare.xgo.it"><font size="1"
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</font><a href="http://www.pepablog.net/"><font size="1"
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<p><font size="1" face="Verdana">Marco si avvicina e mi guarda
&#147;E questo? Come siamo sensuali. Scommetto che stanotte tu e
Franco avete fatto i maiali&#148;, E mi mette una mano sul sedere
allungando un dito verso l&#146;ano. Faccio un sobbalzo, sono
sensibilissimo in quelle zone ed emetto anche una breve
esclamazione di dolore. &#147;Bene vedo che hai culetto infuocato.
Hai scopato come una puttana, vero?&#148; Rimango in silenzio a
testa bassa mentre Antonella fa la sua comparsa uscendo dal bagno
padronale. &#147;Buongiorno Genny&#148;, &#147;Buongiorno Padrona&#148;.
Marco si allontana ed entra in bagno a sua volta. &#147;Vediamo
il programma di stamani. Devi vestirti con la divisa per servirci
la colazione, poi indosserai un vestitino da tempo libero perché
per il momento non hai altri compiti. Mettiti subito le calze&#148;.
Mi siedo su una sedia per indossare le calze a rete. Antonella
guarda nell&#146;armadio e ne esce fuori con un nuovo indumento
bianco. &#147;Metti questa&#148;. Rimango interdetto di fronte al
nuovo indumento. &#147;Ti aiuto io a legarla dietro&#148;. Mi
posa la guêpiere sul petto poi si mette dietro di me per legarla.
&#147;Intanto allacciati le calze&#148; e rivolge la sua
attenzione al contenuto di un cassetto. &#147;Io attacco le
bretelline alle calze e quando rialzo il viso lei mi dice &#147;Indossa
queste, vediamo come ti stanno&#148;. Un paio di mutandine in
tulle, veramente minime, a perizoma. Quando le calzo sento il
filo che mi solletica dietro in modo molto fastidioso. Faccio
notare il mio problema e mi risponde &#147;Non ti preoccupare, ci
farai l&#146;abitudine come fanno tutte le donne. Ora prosegui
con il resto. Dovresti essere capace di fare da sola&#148;. Provo
un certo fastidio a sentirmi trattato come fossi realmente una
donna. Già devo sopportare il travestimento, poi sono oggetto
sessuale di due uomini. E&#146; un&#146;ulteriore umiliazione, ma
la subisco in silenzio. Mi rivesto come ordinato, senza dover
chiedere l&#146;aiuto della Padrona. &#147;Vai in cucina e
preparaci la colazione. Latte caldo, caffè e biscotti per tutti.
Presto, deve essere già pronto tutto prima del nostro arrivo&#148;.
Esco velocemente dalla camera e mi reco in cucina. In dieci
minuti preparo tutto, appena in tempo per l&#146;arrivo di Franco.
&#147;Ecco la servetta, ha già preparato tutto?&#148; E si
avvicina palpandomi nuovamente il culo, sapendo che mi procura
fastidio e dolore. A ruota compaiono i Padroni e si sistemano
intorno al tavolo in cucina. Li servo mentre fanno colazione e
dai discorsi capisco che la Padrona vuole uscire in mattinata per
visitare un mercatino rionale. Capisco anche che Franco non si
tratterrà per il pranzo. Meno male un uomo di meno. Ma capisco
anche che lei uscirà da sola e mi lascerà con loro due per un
po&#146; di tempo durante la mattina. Si alzano dal tavolo e
rimetto in ordine. Poi mi sento chiamare dalla Padrona e la
raggiungo in camera. Si sta vestendo per uscire e mi dice &#147;Allora,
Genny. Io esco e ti lascio con i signori. Vedi di comportarti a
modo. Non hai altri compiti e puoi toglierti la divisa&#148;,
&#147;Grazie Padrona&#148; e sto per dirigermi verso l&#146;uscita
quando mi interrompe &#147;Aspetta&#148;. </font></p>
<p><a href="http://www.x-blog.org/blog-erotici/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.x-blog.org/blog-erotici/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.xgo.it/tette/"><font size="1"
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face="Verdana"><br>
</font><a href="http://racconti-erotici.xgo.it/"><font size="1"
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.pepablog.com/blog-atipico/"><font
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size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://ditalini.grandesito.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://ditalini.grandesito.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.xgo.it/figa/"><font size="1"
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face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.blogsexy.it/spazio-blog/"><font
size="1" face="Verdana">http://www.blogsexy.it/spazio-blog/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.il-sesso-gratis.info.ms/"><font
size="1" face="Verdana">http://www.il-sesso-gratis.info.ms/</font></a><font
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</font><a href="http://www.pepablog.org/sexy-shop/"><font
size="1" face="Verdana">http://www.pepablog.org/sexy-shop/</font></a></p>

<p><font size="1" face="Verdana">Si mette gli orecchini poi mi
prende per mano e mi porta nella mia cameretta. Quando siamo
dentro &#147;Togliti la divisa&#148; e apre l&#146;armadio. Io mi
svesto degli accessori e del vestito. &#147;Vediamo un po&#146;&#133;
ecco quello che fa per te&#148;. Ne tira fuori una camicetta a
fiorellini semitrasparente a maniche lunghe e una ampia e fluida
gonnellina fucsia. I risvolti del colletto, dei polsini e il
fondo della gonna sono guarniti da arricciature molto evidenti.
Indosso i vestiti e mi guardo allo specchio. Sembro una ragazzina
frivola, di sopra, con un abbigliamento sexy, sotto. La gonna
arriva alla coscia e la bordatura semitrasparente non riesce a
nascondere il pizzo delle calze a rete. Mi sento tanto &#147;puttana&#148;
e facilmente violabile. &#147;A posto. Ora posso andare. Puoi
leggere o guardare la televisione, ma ricorda di ubbidire sempre
al Padrone. Ci vediamo per l&#146;ora di pranzo. Ciao&#148; ed
esce dalla porta senza aspettare una mia risposta. A distanza
sento sbattere la porta. Non ho avuto ordini particolari e cerco
di starmene per conto mio. Ne approfitto per curiosare nella
stanza. Apro il famoso armadio per vedere se trovo qualcosa di
interessante. Niente, solo vestiti, tutti rigorosamente femminili.
Anche molto giovanili, alcuni infantili e comunque molto frivoli.
Anche la biancheria ha lo stesso aspetto. Penso che la Padrona
abbia più il piacere di trovare una persona da assimilare ad una
nipotina, da usare come una bambola da vestire, piuttosto che una
domestica. Sicuramente quando la sera prima ha goduto con me, lo
ha fatto pensando ad un piacere lesbico, come fossi stato una
donna e non un uomo. E il Padrone? Lui si diverte e sfrutta la
situazione. Forse lui è il vero master della situazione. Franco?
Chi lo sa. Forse ama gli uomini passivi, che però abbiano un
tocco di femminilità. Chiudo l&#146;armadio continuando a
pensare. &#147;Genny, dove sei?&#148; mi volto. E&#146; finita la
tranquillità, il Padrone mi sta cercando. Apro la porta &#147;Sono
nella cameretta. Cosa desidera Padrone?&#148;, &#147;Vieni qua da
noi&#148;. La voce è rassicurante, ma non mi convince. Arrivo in
sala. &#147;Cosa stavi facendo?&#148;, &#147;Mi stavo riposando
nella mia cameretta&#148;, &#147;Riposando? Non ti è bastata la
notte per farlo?&#148; sorride facendo un gesto di intesa a
Franco. &#147;Che ti ha detto la Padrona?&#148;, &#147;Che ho
tempo libero per leggere o guardare la TV&#148;. &#147;E stavi
leggendo?&#148;, &#147;No Padrone&#148;, &#147;allora vieni a
guardare la TV insieme a noi&#148;. Non sono molto convinto dell&#146;offerta
ma &#147;Va bene. Cosa guardiamo?&#148;, &#147;Una cassetta che
ha portato Franco. L&#146;abbiamo già vista ieri sera, hai visto
di cosa tratta?&#148;, &#147;No, ero in cucina a pulire e
riordinare&#148;. &#147;Allora sei dei nostri. Vai nella dispensa
a prendere un pacco di salatini e portaci da bere, ti aspettiamo.
Per me un whisky e per Franco un analcolico&#148;. Anche se non
sono in servizio capisco che è il caso di ubbidire. Prendo un
vassoio, le bottiglie e i bicchieri. Anche i salatini. Torno in
sala e mi aspettano già seduti ai due lati del divano. Deposito
il vassoio sul tavolo vicino e riempio i bicchieri secondo le
loro indicazioni. Consegno nelle loro mani i bicchieri e Marco mi
fa segno di sedermi proprio in mezzo a loro. Non ho molte
alternative perché non ci sono altri posti. E&#146; la prima
volta che mi siedo da quando mi sono levato dal letto. </font></p>
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<p><font size="1" face="Verdana">Il contatto del mio sedere con
il divano, mi fa fare un piccolo sobbalzo perché sento ancora
dolore. Vedo che Franco e Marco si guardano sorridendo per questa
mia reazione. Marco fa partire il videoregistratore con il
telecomando. Solo ora, in questa nuova posizione mi accorgo di
quanto sia cortissima la mia gonna e la sistemo al meglio per
coprire le cosce e non far vedere le bretelline della guêpiere.
Parte il filmato e loro due non sembrano interessati a me. E&#146;
una ripresa amatoriale di un loro conoscente. Non tardo a capire
che il contenuto di tale film è decisamente hard e vedo Marco e
Franco con i pantaloni aperti che si masturbano. Anche io mi
eccito nella visione e sento che lo stretto perizoma non è più
in grado di contenermi. Nella scena due donne fanno l&#146;amore
tra di loro in una camera da letto. Poi arrivano tre uomini e
mentre una viene messa in un angolo e frustrata, l&#146;altra è
oggetto di sesso degli altri due. Cazzi in bocca, poi nel culo,
poi di nuovo in bocca e&#133; la mano di Marco che mi carezza
sulla coscia. Gioca con le bretelline del reggicalze tirandole e
facendole schioccare sulla mia pelle. Franco non è da meno e
solleva la gonna fino a raggiungere le mutandine. Mette le sue
dita sotto e arriva a toccarmi il pene indurito. Lo tira fuori e
lo carezza, mi fa piacere subire queste attenzioni. Marco mi
sorride e si avvicina. Mi bacia sul collo e sulle labbra
ripetutamente, fino a baciarmi in bocca lasciandomi senza fiato.
Franco è passato a masturbarmi con più decisione. Marco mi
carezza intorno ai fianchi e sulle gambe e ogni tanto mi bacia di
nuovo in bocca e io lo lascio fare. Mi sussurra &#147;Voglio
scoparti&#148;. Contrariato mi riprendo dallo stordimento e tento
di divincolarmi, il mio sedere fa ancora male. &#147;La prego
Padrone non ora&#133;&#148; e nell&#146;agitazione casca un
bicchiere e si rompe bagnando per terra. &#147;Garda cosa hai
fatto. Sei contenta ora?&#148;, &#147;Mi dispiace, non volevo&#133;&#148;.
&#147;Niente scuse hai sbagliato e devo punirti&#148;, &#147;Ma
come&#133;&#148;. &#147;Avanti, tirati giù le mutandine e
sdraiati sopra le mie ginocchia&#148;, &#147;La prego signore, la
frusta mi ha fatto molto male&#148;, &#147;E chi ti ha detto che
ti frusto&#148; mi sventola due forti ceffoni sul viso &#147;Ubbidisci&#148;.
Abbasso le mutandine e mi metto nella posizione indicata. Franco
è di fronte a me e mi fa appoggiare la testa in mezzo alle sue
gambe, con i miei occhi proprio di fronte al suo sesso. Marco
solleva la gonnellina e mi sculaccia di santa ragione, facendomi
guaire per ogni colpo. Franco mi accarezza sulla testa e avvicina
il suo pene al mio viso. Ormai il mio culo è indolenzito e Marco
mi ordina di rialzarmi. &#147;Non ho ancora finito. Rimettiti in
ginocchio sul divano, con la testa in mezzo alle gambe di Franco&#148;.
Altri due schiaffi perentori, mi metto nella posizione indicata e
Franco è pronto ad accogliermi nuovamente tra le sue gambe.
Marco si sfila la cinghia dei pantaloni e appena sono in
posizione mi solleva la gonnellina e mi frusta. Ormai non riesco
a trattenere le lacrime, sono veramente sfinito. Terminata la sua
azione e durante la pausa Franco dirige la mia bocca sul suo pene.
Marco mi mette le mani sui fianchi, ha il pene eretto di
dimensioni notevoli e mi infila due dita nel culo per allargarlo.
</font></p>

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<p><font size="1" face="Verdana">Mentre sto già pompando il
cazzo che ho in bocca, Marco mi infila il suo e mi sodomizza. Mi
sbatte con molta forza, prima lentamente per penetrarmi
completamente poi sempre più velocemente. Mi sbatte come una
puttana, forse peggio. Franco già eccitato da tempo mi viene
subito in bocca e rimango a sorseggiare per lungo tempo il suo
succo mentre Marco continua instancabile a sfondarmi il culo.
Finalmente mi sfila il suo pene, penso che abbia finito invece lo
infila nuovamente nel modo più indelicato per martoriarmi. Ma
dura poco. Lo sento ansimare per l&#146;orgasmo, mi sta sborrando
nel culo. Rallenta, mi assesta gli ultimi colpi poi se ne va.
&#147;Sei una troia, ecco cosa sei. Rialzati!&#148;. Lentamente e
dolorante, mi rimetto in sesto e ubbidisco all&#146;ordine. Mi
sollevo la gonna e sento che finiscono di visionare il film. E&#146;
difficile stare immobili in quella posizione. Sento dolori
dappertutto e come non bastasse sento lo sperma che fuoriesce
dallo sfintere allargato. Mi brucia e solletica e non posso fare
a meno di contorcermi mentre raggiunge l&#146;interno della
coscia. Cerco di stringere le chiappe, non vorrei subire altre
punizioni per i miei movimenti. Il film finisce e Marco mi viene
alle spalle &#147;Allora ti sei pentita dei tuoi errori, puttana?&#148;,
&#147;Sì padrone, le chiedo ancora perdono&#148;. Torno da loro
&#147;Fatti vedere, sì così mi stai bene. Vai a prendere la
scopa e gli stracci per pulire&#148; Vado in cucina a prendere il
necessario poi torno e mettendomi in ginocchio ripulisco i cocci.
Mi osservano lavorare con sguardi divertiti e soddisfatti. Alla
fine delle pulizie vi sedete sul divano sempre nudi dalla cintura
in giù. &#147;Ora la mocciosetta ci fai un bel servizietto
completo. Ci devi baciare e leccare su tutto il corpo, a partire
dai piedi e risalire, con particolare cura sulle zone che già
conosci&#148; Sto già per cominciare quando Franco mi interrompe
&#147;Aspetta non aver fretta. Marco dove lo tieni il dildo?&#148;,
&#147;Sì certo anche quello. Mocciosetta apri il cassetto del
mobile, prendi il fallo di gomma e i nastri&#148;. Apro il
cassetto e scopro una miniera di oggetti sadomaso. Ci sono
diversi falli e prendo il più piccolo insieme ad alcuni nastri
di stoffa bianchi. &#147;No, non quello, uno più grosso&#148;.
Ne mostro un altro e mi fa cenno che va bene. Torno da loro e
Franco &#147;Ora ti metti in ginocchio e ti masturbi. Devi
sborrare sul fallo senza farne cadere una goccia&#148;. Mi metto
in ginocchio. Sono stranamente eccitato dalla situazione e non ho
difficoltà ad eseguire questo compito. Al momento dell&#146;eiaculazione
socchiudo la cappella per sopprimere lo schizzo, poi la riapro
per cospargere il liquido seminale sul fallo. &#147;Brava, ora lo
avvicini alle tue labbra e lo ripulisci perfettamente&#148;.
Lecco il fallo e ingoio tutto il mio sperma. Nel frattempo Marco
mi fa rialzare e mi lega un nastro stretto intorno alla vita. Poi
si fa consegnare il fallo che ho appena ripulito e mi fa mettere
nuovamente alla pecorina per terra. Mi contorco perché vengo
nuovamente penetrato, questa volta dal fallo ma è una sensazione
diversa, più fredda. Il fallo ha un anello alla base e Marco ci
fa passare un altro pezzo di nastro che lega con due fiocchi a
quello stretto alla vita, sul davanti e sul dietro. Stringe il
tutto per fare in modo che il fallo rimanga in posizione. Gira l&#146;anello zigrinato e mette in moto il vibratore. Ho una sensazione fortissima che non saprei propio raccontare. </font></p>

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</content>
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<title>Se Lui Sapesse</title>
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<modified>2006-04-07T16:47:32Z</modified>
<issued>2005-05-09T15:21:50Z</issued>
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<created>2005-05-09T15:21:50Z</created>
<summary type="text/plain">Se mio marito sapesse che non passa settimana che non faccio l&amp;#146;amore almeno due volte, che ci sono mattine che...</summary>
<author>
<name>vaga</name>


</author>
<dc:subject>Storielle</dc:subject>
<content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="it" xml:base="http://www.vogliodivertirmi.net/blog/">
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Se mio marito sapesse che non
passa settimana che non faccio l&#146;amore almeno due volte, che
ci sono mattine che mi vesto da sera e curo il dettaglio e sfumo
i miei occhi in attesa di qualcuno che bussi alla porta, che mi
trovi già pronta e piena di spacchi, di spicchi di faccia che
lui solo conosce.</font></p>]]>
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Se sapesse che dura da mesi ed
ora non riesco a farne più a meno, se sapesse davvero chi scopa
sua moglie! Un signore in divisa che saluta ogni giorno, che a
Pasqua e Natale gli offre la mancia. A volte sorrido e mi chiedo
quale sarebbe il giusto compenso, quanto il dovuto a chi spegne
gli ardori e sfiamma le voglie che altrimenti la sera
rimarrebbero fastidiose e invadenti, appese a qualche spalliera
del letto. Mi viene un brivido nel pensare che se davvero
sapesse, mai mi perdonerebbe d&#146;averlo tradito con un uomo
che per ceto e cultura non è alla mia altezza, che per statura m&#146;arriva
alla bocca ed io in piedi gli bagno i capelli di voglia, mentre
la sua lingua mi raspa tra il seno i buoni propositi che muoiono
mentre l&#146;aspetto. Ma mio marito non immagina cosa fibrilla
sotto quella divisa, sotto quell&#146;aria anonima e servile che
gli dice ogni giorno: &#147;Buongiorno Avvocato.&#148; Non sa
quanto ci sia voluto ad assorbire l&#146;idea e quanto meno d&#146;un
niente mi sono lasciata cadere. E&#146; bastato che mi sfiorasse
la mano, il braccio, una chiave spezzata dentro la porta del
bagno. Proprio il quel bagno m&#146;ha cominciata a toccare, ad
accarezzarmi il seno che dalla vestaglia faceva di tutto per
essere visto, per farsi accarezzare la carne, il desiderio d&#146;amore
compresso che prima o poi e comunque sarebbe esploso davanti a
chissà quale altre mani.Di fronte allo specchio mi sono finta
sorpresa, tra le sue mani ho cercato un contegno mentre la mia
tetta già riempiva una bocca e finta mi divincolavo senza
arretrare d&#146;un passo. Mai ho pensato di fuggire gridando,
come mai l&#146;ho contraddetto quando mi urlava che non
aspettavo che altro, una furia impazzita che m&#146;ha invasa di
dentro. Cosa direbbe mio marito se sapesse per filo e per segno
quali segreti nascondo sotto la gonna, quali mutande che lui non
ha visto e che cambio tre volte per esserne certa che in un
fiato, in un bacio diventino impalpabili, stoffa di carta che si
strappa a guardarla. Cosa direbbe se sapesse fino a che punto un
portiere qualunque mi cerca la voglia, dove sempre più spesso
gli concedo di trattarmi alla stregua di una donna che paga, d&#146;un
rifiuto di notte dove ci si scarica voglia. </font></p>

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<p><font size="1" face="Verdana">Cosa direbbe se sapesse che sono
gelosa di sua moglie, una povera donna ricurva che lava le scale,
che vale come femmina meno d&#146;una mia unghia che smalto e
ritocco. Alle volte credo di essere fuori di testa quando godo
nel farmi paragone ed umiliarmi pensando che la preferisce. A
cosa vale questa seta in penombra che aspetta? Quest&#146;accavallare
di gambe che mi fanno perfetta, più preda mentre mi domando cosa
ci provo a farmi dire porcate, a sentirlo padrone sopra i miei
vestiti che sgualcisce e che macchia senza curarsi del prezzo.
Causa ed effetto d&#146;ogni mio vizio, d&#146;ogni trasgressione
che mi prende e mi sollecita e mi fa chiedere scusa per ogni
nonnulla, per ogni battito d&#146;occhi che lui non aveva
previsto. Non m&#146;ha mai chiamata per nome, perché sarebbe
troppa la confidenza, mi chiama signora e mi scopa, mi chiama
signora e m&#146;infila nel posto dove ha deciso, sempre diverso,
perché come un gatto ha voglia di impregnare qualsiasi angolo,
qualsiasi parte della mia casa per sentirsi padrone. Ma mio
marito non sente l&#146;odore. Rientra in casa la sera come se
nulla fosse successo, come se davvero avessi passato le ore
dentro un mercato o a chiacchierare di nulla con la mia amica di
fronte. Che ne sa lui cosa fanno di giorno queste labbra? Come mi
concio per essere diversa da quella che vede, per essere tutto
tranne questa signora borghese che chiunque rispetta, tranne il
mio portiere che mi tromba i meandri d&#146;un&#146;anima
informe, i segreti di una vita di coppia che spalanco e gli
chiedo di entrare, e fare più in fretta, ed affondare
distruggendo quello che trova. Mi chiede e confesso ogni
dettaglio di come faccio l&#146;amore, ogni parola che mio marito
pronuncia, se mi chiama puttana ed affonda o rimane a guardarmi
chiamandomi amore. Ad ogni segreto che confesso sono voglie e
sono carezze, baci e palpate di lividi dietro le tende,
strusciate improvvise nella guardiola quando ritorno. </font></p>

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<p><font size="1" face="Verdana">Lo invito a salire, a far sì
che anche oggi sia un giorno che conto, una sera che rido davanti
a mio marito che se solo se ne chiedesse il motivo, forse domani
mi salirebbe un minimo dubbio o quanto meno userei accortezze che
ora neanche mi vengono in mente, quando penso che tra meno di un
niente il suo odore mi scopa, la sua voglia mi arriva nel fondo
dove un&#146;anima impura ne sente il bisogno. Davvero vorrei
confessargli ogni minima cosa, dirgli che dove è seduto, stamane
m&#146;hanno sbattuta per bene chiamandomi cagna e ingoiando
piacere nel punto dove il mio corpo si fa risucchio e ventosa.
Davvero ora gli dico che la sua signora impeccabile raffredda i
suoi seni strusciandoli a terra per il gusto di sentire il
contrasto del fuoco che dietro fa mulinello, fa pressione ed
entra sbaragliando resistenze d&#146;attrito e di carne perché
quelle mentali sono crollate da tempo. Davvero ora esplodo e gli
dico che le mutande che porto non hanno più ricami, che il mio
sesso si ricompone a fatica, slabbrato negli orli da occhi, da
mani in preda alla voglia. Giuro che ora sbotto e gli racconto,
ma poi mi ritraggo e respiro, pensando che me ne chiederebbe il
motivo. Mai ho pensato di fuggire gridando, come mai l&#146;ho
contraddetto quando mi urlava che non aspettavo che altro, una
furia impazzita che m&#146;ha invasa di dentro. Ed io sì che
farei scena muta! Perché se vado più in fondo non trovo
ragione, perché solo in superficie ne trovo il riscontro, tra i
miei capezzoli che s&#146;induriscono e chiedono saliva, tra le
mie gambe che domani sicura, indosseranno solo impalpabili
mutande di carta.</font></p>

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face="Verdana">http://porno-gratis.burn.at/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://manga-porno.alone.at/"><font size="1"
face="Verdana">http://manga-porno.alone.at/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://culi-sfondati.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://culi-sfondati.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://foto-gay.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://foto-gay.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://culi-aperti.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://culi-aperti.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://foto-xxx.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://foto-xxx.italinks.it/</font></a></p>

<p><a
href="http://www.ragazze-18enni.com/mt/2005/04/evoluzione_e_pr.html"><font
size="1" face="Verdana"><strong>Evoluzione e Progressi</strong></font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
La mia evoluzione sessuale procedeva stupendamente, con la
collaborazione, anzi sotto la guida di Annette, che utilizzava
ogni occasione per accrescere le mie &#147;conoscenze&#148; in
quella materia. Era una maestra infaticabile, preparata e molto,
molto paziente. Io continuavo comunque a spiare &#147;le mie
donne&#148;, come ero solito chiamare tutti i componenti di sesso
femminile della mia famiglia. Era uno scenario di grande pregio.una
più interessante dell&#146;altra. Ma la svolta, incredibile,
totale, si verificò a causa di un evento davvero straordinario,
che sconvolse, in maniera definitiva, la vita di tutta la
famiglia. Mia madre annunciò alla famiglia che sarebbe dovuta
partire per la presentazione della nuova collezione estiva del
suo ateliér. L&#146;agenzia di pubblicità che da sempre curava
l&#146;immagine dell&#146;azienda aveva suggerito di realizzare
un servizio fotografico in un paradiso della Polinesia. Mio
padre, allora, lanciò un&#146;idea che sulle prime apparve
irrealizzabile, ma che poi si rivelò entusiasmante. &#147;Che ne
pensate&#148; ci chiese un giorno, mentre eravamo tutti a pranzo
&#147;se accompagnassimo tutti Mireille ? Del resto lei dovrebbe
restare lontana da noi per molto tempo e questo penso che
dispiacerà a tutti. Poi saperla così lontana, dall&#146;altra
parte del mondo, è una cosa che mi crea grande angoscia. Una
soluzione potrebbe essere quella di andare con lei, ma poi mi
creerebbe angoscia il restare tanto tempo lontano da voi. Su,
coraggio, facciamo un bel consiglio di famiglia e mettiamo ai
voti la proposta&#148;. La nonna Sophie, con il suo solito senso
pratico, eccepì che i costi, non solo del trasferimento, ma
anche del soggiorno di tutta la famiglia, così lontano e per
tanto tempo, non sarebbero stati poi tanto esigui. Mio padre
rispose che aveva previsto anche questo, sia per motivi di
risparmio, anche se le condizioni finanziarie della famiglia
certamente consentivano largamente qualsiasi esborso per una
vacanza, anche lunga ed anche in capo al mondo, sia perché era
da tanto che avrebbe voluto visitare la Polinesia e quindi
avrebbe provveduto a noleggiare una barca, grande e confortevole,
in modo da poter comodamente ospitare tutti noi.</font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Consigliati</strong><br>
</font><a href="http://super-cazzi.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://super-cazzi.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://belle-ragazze.adores.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://belle-ragazze.adores.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://super-sborrate.italinks.it/"><font
size="1" face="Verdana">http://super-sborrate.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://foto-ragazze.does.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://foto-ragazze.does.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://super-porno.italinks.it"><font size="1"
face="Verdana">http://super-porno.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://figa-sfondata.xxl.st/"><font size="1"
face="Verdana">http://figa-sfondata.xxl.st/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://super-pompini.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://super-pompini.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://belle-donne.shows.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://belle-donne.shows.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://super-tette.italinks.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://super-tette.italinks.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://figa-calda.xxl.st/"><font size="1"
face="Verdana">http://figa-calda.xxl.st/</font></a></p>]]>
</content>
</entry>
<entry>
<title>Se Mi Vedesse</title>
<link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.vogliodivertirmi.net/blog/2005/04/se_mi_vedesse.html" />
<modified>2006-06-16T11:09:53Z</modified>
<issued>2005-04-26T15:17:41Z</issued>
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<summary type="text/plain">Cosa direbbe mio marito se mi vedesse conciata in questo modo, che mi rifaccio il trucco a quest&amp;#146;ora quando le...</summary>
<author>
<name>vaga</name>


</author>
<dc:subject>Principale</dc:subject>
<content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="it" xml:base="http://www.vogliodivertirmi.net/blog/">
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Cosa direbbe mio marito se mi
vedesse conciata in questo modo, che mi rifaccio il trucco a
quest&#146;ora quando le altre colleghe riabbracciano i figli o
fanno la spesa. Da qualche buco del suo cervello troverebbe la
forza per giustificarmi di nuovo, per scusarmi che in fondo sono
la sua donna, la sua dolce moglie che ogni sera, cascasse il
mondo, gli prepara la cena e gli tiene compagnia. <br>
</font><a href="http://www.xgo.it/figa/"><font color="#FEFEFF"
size="1" face="Verdana">Figa</font></a><font color="#FEFEFF"
size="1" face="Verdana"> </font><a
href="http://www.pepablog.org/sexy-shop/"><font color="#FEFEFF"
size="1" face="Verdana">Sexy Shop</font></a><font color="#FEFEFF"
size="1" face="Verdana"> </font><a
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face="Verdana">Pompini</font></a><font color="#FEFEFF" size="1"
face="Verdana"> </font><a href="http://www.xgo.it/tette/"><font
color="#FEFEFF" size="1" face="Verdana">Tette</font></a><font
color="#FEFEFF" size="1" face="Verdana"> </font><a
href="http://www.xgo.it/sesso/"><font color="#FEFEFF" size="1"
face="Verdana">Sesso</font></a></p>]]>
<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Ma io non posso naufragare nel
suo maledetto destino che lo ha reso maschio solo all&#146;apparenza,
uomo, per così dire, che medici, dottori e la sottoscritta
cercano ancora di dargli coraggio, sapendo benissimo che l&#146;unica
medicina sarebbe rassegnarsi alla sorte che, vuoi o non vuoi, l&#146;ha
fatto comunque campare. Non cerco pretesti, non li cerco davvero!
Perché forse sarebbe stato lo stesso, perché anche con un
marito accanto, in piena efficienza, che ti cerca nel letto come
toro da monta, avrei fatto lo stesso, mi sarei vestita come ora
mi appaio davanti a questo specchio nel bagno dell&#146;ufficio.
Se solo mio marito sapesse quanto la stessa sua sorte m&#146;ha
reso ridicola, comica agli occhi di qualsiasi buonsenso, che ogni
sera m&#146;imbarazza quando mi rifletto allo specchio, e mi
domanda ossessivo quale ragione mi spruzza fiumi di lacca sopra
questi capelli o mi guida la mano che affonda il rossetto. Sono
quasi le cinque di pomeriggio ed oramai non è rimasto nessuno!
Tutti di corsa hanno preso la via di casa e la donna delle
pulizie ha chiuso la porta lucidando l&#146;ultimo pomello. Ed io
sono qui sola, a conciarmi esattamente come qualcuno, tra poco,
mi vedrà entrare nella sua stanza, come le sue voglie, scritte
sopra questo biglietto, mi obbligano ad essere bella. E come un
cuoco che dosa ingredienti ed esperienza, seguo diligente queste
istruzioni che stasera mi vogliono senza pretese dalla cinta alle
scarpe, ma che naufragano di gusto e maniera con questo seno in
bella evidenza che nudo traballa senza il minimo tatto. Mi guardo
ancora, di fianco e di traverso, per trovarci un minimo di
fascino, che forse è impiantato solo nella sua mente, che mi
vuole senza che ragione mi dia il consenso, senza che il minimo
motivo mi faccia risalire dal fondo dove sono precipitata. E&#146;
vero! Sono in balia di quell&#146;uomo dalla testa ai piedi, in
mezzo a queste tette che penosamente dondolano senza nessuna
eleganza, senza la minima dignità di illudersi appiccicate ad un
corpo con la parvenza d&#146;essere ancora piacenti. </font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Imperdili</strong><br>
</font><a href="http://www.piedi-nudi.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.piedi-nudi.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.gambe-aperte.eu.tc/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.gambe-aperte.eu.tc/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://tatuaggi-tribali.has.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://tatuaggi-tribali.has.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.belle-gambe.eu.tc/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.belle-gambe.eu.tc/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://troie-negre.does.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://troie-negre.does.it/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.gambe-sexy.eu.tc/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.gambe-sexy.eu.tc/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.piedi-sexy.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.piedi-sexy.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.bocchini-ingoio.eu.tc/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.bocchini-ingoio.eu.tc/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.feticismo-piedi.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.feticismo-piedi.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.piedi-collant.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.piedi-collant.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.bocchini-amatoriali.eu.tc/"><font
size="1" face="Verdana">http://www.bocchini-amatoriali.eu.tc/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.piedi-ragazze.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.piedi-ragazze.ze.cx/</font></a></p>

<p><font size="1" face="Verdana">E&#146; vero! Mi sono venduta
una parte di me stessa ogni giorno alle cinque, un pezzo di carne
che via via è diventato corpo, sesso e cervello. Tutta colpa
mia, se ora il mio sesso non è da richiamo, non fa più effetto
per quello che vale, per quello che solo nella mia fantasia di
povera illusa ancora rappresenta. E&#146; solo colpa mia, se le
mie parti migliori me l&#146;ha esplorate da cima a fondo, se,
senza che avessi opposto ritegno, il mio corpo ora non ha neanche
un segreto, un angolo di sporco dove lo straccio s&#146;accanisce.
E questo è il risultato! Peggio di una bella di notte senza
pudore e soldi che cerca di fare la giornata con l&#146;ultima
corsa prima dell&#146;alba. Se mi vedesse mio marito! Cosa
diavolo potrebbe pensare vedendomi senza un brandello di stoffa
che mi copra almeno la vergogna che provo, che gli faccia almeno
venire un dubbio remoto dove solo lui, credendoci, rischierebbe
una mano sul fuoco. Ma forse mi conosce e sa che sua moglie ogni
sera fa gli straordinari per portare a casa appagamento, serenità
che baratto sopra questa moquette marrone che schiaccio e m&#146;impolvera,
e che lecco senza discrezione per farmi vedere animale quando
quest&#146;uomo si sente padrone. Ma se fossi dentro un sogno non
chiederei che farmi imbottire di sesso perché di null&#146;altro
ho bisogno, cinque maledetti minuti e senza parlare, magari
vestita che sto per uscire mentre scosto mutande e m&#146;infilo
il tesoro. Null&#146;altro che questo! Sono pronta, sto per
uscire dal bagno e mi rivolto cercando di scrutarmi con gli occhi
di quell&#146;uomo, che seduto sulla poltrona di pelle da capo si
sta pregustando questo corpo vestito di sola obbedienza. Cosa
proverà a vedermi senza un minimo di mistero, a guardarmi dall&#146;inizio
esattamente come mi troverà alla fine? Tutto scontato, con la
sua voce che soffice e calda mi dirà di raggiungerlo a carponi,
di camminare come una gatta sui tetti che miagola e strilla in
cerca d&#146;amore. Mi dirà che sono brava, che come moglie
sarei perfetta se non fossi così perfettamente uguale al
desiderio che ogni uomo prova solo quando sogna una donna. E
quest&#146;obbedienza lo spaventa e lo disarma ed ogni volta va
oltre per scovare nella mia faccia, tra i miei occhi che contorno
bluastri, quel disappunto che mai nel tempo è affiorato, che
neanche stasera ha indurito la mia ruga sinistra. Ma in fondo ha
ragione! </font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Imperdili</strong><br>
</font><a href="http://www.cartoni-manga.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.cartoni-manga.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.ragazze-sexy.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.ragazze-sexy.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.cartoni-giapponesi.ze.cx/"><font
size="1" face="Verdana">http://www.cartoni-giapponesi.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.sesso-orale.ch.tf/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.sesso-orale.ch.tf/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.cartoni-hentai.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.cartoni-hentai.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.donne-mature.it.tc/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.donne-mature.it.tc/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.disegni-erotici.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.disegni-erotici.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.sesso-gratis.eu.tt/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.sesso-gratis.eu.tt/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.disegni-tatuaggi.ze.cx/"><font
size="1" face="Verdana">http://www.disegni-tatuaggi.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://porno-gratuito.shows.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://porno-gratuito.shows.it/</font></a></p>

<p><font size="1" face="Verdana">Giorno dopo giorno il mio odore
di femmina digiuna s&#146;è fatto fumo inquinante, alone gassoso
che nessun orgoglio mai sopito di maschio poteva rimanerne
distante. Ed all&#146;inizio sono rose e sono sorrisi, inviti
galanti dove non ci si sfiora neanche il respiro, dove la ragione
è sempre dell&#146;altro. Ma stava cercando una cavia ed alla
prima occasione ne ha sondato il terreno, il punto preciso dove
un essere consapevole diventa vegetale, dove la sopportazione si
trasforma in esclusivo piacere. Stasera mi chiederà di chiamare
sua moglie e di avere un&#146;aria professionale mentre mi lecca
dove la passione fa traballare la voce. &#147;Il dottore arriverà
a momenti.&#148; Mi verrebbe da dirle che mentre parlo sto
lasciando impronte appannate del mio seno sopra la bella
scrivania di vetro e lascio odori e tracce di umido sulla sedia
di pelle che strofino come cagna in calore. Mi chiamerà con il
nome di lei, o quello di qualche altra collega che ha rifiutato i
suoi servizi, gli stessi che tra poco m&#146;obbligheranno ad
essere un&#146;altra, magari bionda come mai sono stata, fino a
credere che questa folta peluria possa davvero cambiare colore. E
lo accoglierò da perfetta segretaria senza per questo salire
fino al grado d&#146;amante, per poi scendere come grondaia che
cola e trattiene acqua piovana. Oramai sono sul corridoio e
scivolo impalpabile lungo le pareti di specchi che non riflettono
il mio seno ballare e dove non vedo queste gambe perfette che
poco prima ho fasciato di nero. E continuo a camminare con questi
tacchi che non fanno rumore, come se ai piedi avessi solo un
banale paio di scarpe di gomma. Ma oramai non posso fermarmi, lo
sento che batte lettere e numeri sulla tastiera e ride e s&#146;arrabbia
al telefono. Apro la porta e lo vedo più bello di quanto l&#146;avessi
pensato. Mi guarda, lo guardo. &#147;Buonasera Signora.&#148;
&#147;Buonasera direttore, io vado &#133; a domani.&#148; </font></p>

<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Imperdili</strong><br>
</font><a href="http://www.pompini.info.ms/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.pompini.info.ms/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://cartoni-porno.fr.nf/"><font size="1"
face="Verdana">http://cartoni-porno.fr.nf/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://negre-nude.has.it/"><font size="1"
face="Verdana">http://negre-nude.has.it/</font></a><font size="1"
face="Verdana"><br>
</font><a href="http://cartoni-erotici.xxl.st//"><font
size="1" face="Verdana">http://cartoni-erotici.xxl.st/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.sesso-anale.info.ms/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.sesso-anale.info.ms/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://cartoni-hard.xxl.st/"><font size="1"
face="Verdana">http://cartoni-hard.xxl.st/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.lesbiche.info.ms/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.lesbiche.info.ms/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.suonerie-alcatel.ze.cx/"><font
size="1" face="Verdana">http://www.suonerie-alcatel.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.sesso.info.ms/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.sesso.info.ms/</font></a><font size="1"
face="Verdana"><br>
</font><a href="http://cartoni-manga.xxl.st/"><font size="1"
face="Verdana">http://cartoni-manga.xxl.st/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.foto-porno.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.foto-porno.ze.cx/</font></a></p>

<p><a
href="http://www.fanmirror.com/blog/2005/04/incontro_al_buo.html"><font
size="1" face="Verdana"><strong>Incontro al buio</strong></font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
La lascio alle sue attenzioni per riuscire a spogliarmi, mentre
mi levo i vestiti li guardo. I tentativi di Claudia di spingere
il pube verso il viso dell&#146;uomo che ha tra le gambe sono
eccitanti, i suoi muscoli spingono il corpo verso il piacere
seguendo l&#146;istinto poiché non può vedere. Contrae il
ventre e solleva il pube appena sente la lingua appoggiarsi tra
le labbra della vulva, tenta di seguirla in controtempo per
amplificarne lo stimolo. Stranamente non sta chiedendo di più,
mi aspettavo che giunta a questo punto desiderasse prendere uno
di noi dentro di se ma, evidentemente ha voglia di giocare.
Mentre sfilo i miei pantaloni mi accorgo di quanto riesca ad
apparire seducente ed eccitante nonostante non possa osservarsi,
avevo sempre pensato che molte delle sue posture fossero nate da
un&#146;attenta osservazione del proprio corpo. Ero sicuro che
Claudia si era studiata a lungo davanti ad uno specchio, anche
mentre faceva l&#146;amore con qualcuno, per scoprire il modo
migliore di esporre il corpo. Ora, bendata, non poteva
osservarsi, quindi i suoi movimenti erano dettati dalla lunga
esperienza o dall&#146;istinto. Preferivo pensare che fosse l&#146;istinto
a guidarla, l&#146;avrebbe fatta apparire meno fredda e
calcolatrice, ma non n&#146;ero sicuro, ormai la conoscevo bene
soprattutto mi aveva insegnato a riconoscere le donne come lei.
Andrea si allontana da lei nonostante i gemiti di protesta,
insieme prendiamo le sue mani e la solleviamo in piedi. Lei
rimane immobile, in attesa, con i sensi allerta per capire cosa
sta accadendo ed intuire come stiamo per prenderla. Sa che faremo
ogni cosa per darle piacere e questo la eccita.</font></p>


<p><font size="1" face="Verdana"><strong>Siti Imperdili</strong><br>
</font><a href="http://cartoni-giapponesi.xxl.st/"><font
size="1" face="Verdana">http://cartoni-giapponesi.xxl.st/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.donne-famose.info.ms/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.donne-famose.info.ms/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://fumetti-erotici.xxl.st/"><font
size="1" face="Verdana">http://fumetti-erotici.xxl.st/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.manga-erotici.ze.cx/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.manga-erotici.ze.cx/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://fumetti-porno.xxl.st/"><font
size="1" face="Verdana">http://fumetti-porno.xxl.st/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://fumetti-manga.xxl.st/"><font size="1"
face="Verdana">http://fumetti-manga.xxl.st/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://fumetti-hard.xxl.st/"><font
size="1" face="Verdana">http://fumetti-hard.xxl.st/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.sesso-orale.info.ms/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.sesso-orale.info.ms/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://fumetti-hentai.xxl.st/"><font
size="1" face="Verdana">http://fumetti-hentai.xxl.st/</font></a><font
size="1" face="Verdana"><br>
</font><a href="http://www.ragazze-nude.int.tc/"><font size="1"
face="Verdana">http://www.ragazze-nude.int.tc/</font></a></p>

<p><font size="1" face="Verdana">Poi ti farò conoscere i tuoi
doveri. Annuisco e il marito si alza dal divano e mi fa cenno di
seguirlo. Procedo per un corridoio su cui si affacciano alcune
porte e ne apre una. E' una piccola cameretta arredata con
evidente gusto femminile, oserei dire quasi infantile. Entro
dentro e lui rimane fermo a guardarmi. Un attimo di imbarazzo
perché non so cosa fare. Esordisce &quot;Sarà il caso di
spogliarti come ti ha chiesto la padrona. Si accorse che quello
era il momento giusto, così risalì in fretta il mio corpo e
prese a penetrarmi con dei colpi a tratti forti e decisi e a
tratti molto lenti, si eresse dinanzi a me e prese le mie
caviglie fra le mani, si portò i miei piedi alla bocca e prese a
succhiarli con una passionalità infinita.. smise senza lasciare
le mie caviglie e ricominciò a penetrarmi sempre più forte.
Sentii che non mi era rimasto ancora molto tempo, ma lui
continuava ad un ritmo che toglieva il respiro. Fu l'orgasmo più
bello e lungo che potessi immaginare e mentre esalavo gli ultimi
gemiti di piacere lo vidi stendersi dolcemente su di me e sentii
il mio ventre diventare caldo e riempirsi del suo seme. Non
voglio vederti a giro per la casa senza un compito quindi quando
hai terminato con le pulizie, finirai di fare i tuoi doveri in
cucina altrimenti te ne tornerai in camera tua in attesa di un
nostro ordine&quot;. Un momento di silenzio &quot;Hai compreso
tutto? Non ho piacere di ripetermi e non accetto ribellioni. In
questa casa ricorriamo a punizioni severe per chi non segue le
regole, quindi vedi di adeguarti velocemente&quot;. Rispondo
&quot;Sì, padrona, credo di aver capito...&quot;, &quot;No
'credo', devi aver capito e basta. Sabato pomeriggio mi reco all&#146;indirizzo.
E' una richiesta alquanto strana ma se vogliono fornirmi loro
tutto il vestiario forse sarà il caso di accettare. Faccio finta
di non aver capito e mi siedo nuovamente. Con qualche difficoltà,
tenendo il vestito sollevato, mi allaccio il reggicalze e attacco
le bretelline alle calze. Mi tolgo l'intimo depositandolo sugli
altri vestiti e rimango nudo. &quot;La divisa è nell'armadio,
quando torno con mia moglie gradiremo vederti già pronto&quot; e
si allontana con i miei vestiti in mano. Apre l'armadio e guarda
tra i vestiti. La persona che cerchiamo non dovrà mai dubitare
di un nostro ordine&#148;. Bene. Dovrai sempre rivolgerti a noi
dandoci del lei e non usare mai i nostri nomi. Non era stata
un'idea brillante andare a trovare Frida a Brownshweig d'inverno.
Fulvio si era immaginato che in Germania facesse freddo, ma non
così freddo. E non perdeva occasione per farglielo notare. Frida
sapeva bene l'italiano. Riguardo al rapporto tra Fulvio e il
tedesco, era praticamente inesistente. Si erano conosciuti l'anno
prima al Politecnico. </font></p>

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<title>Poetessa</title>
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<modified>2006-04-07T16:23:03Z</modified>
<issued>2005-04-15T14:36:11Z</issued>
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<name>vaga</name>


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<dc:subject>Storielle</dc:subject>
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<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">Sono qui che cerco parole che
scrivo, per sentire che dentro c'è un anima viva, per illudermi
ora che non serve nient&#146;altro, alle gambe civette che si
muovono sole. Sono fatta di cuore il resto non conta, mi convinco
davvero che basta un racconto, un filo di sensi appesi che sgrano,
che ripeto ossessiva per lievitarmi dal fondo, l&#146;emozione
che ingrossa il cuore e il silenzio.<br>
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<![CDATA[<p><font size="1" face="Verdana">La bocca, la fica? Sono solo un
dettaglio, che lascio a chiunque si voglia saziare, di labbra che
spalmo per sentirmi più bella, che gonfio al bisogno di uomini
soli, che avidi mangiano parole più unte, come luna mignotta che
accoglie nel ventre, gli uccelli notturni che volano sparsi, e s&#146;aggrumano
neri sui rami pendenti. Ma poi ci ritorno tra pause e punti, in
un vicolo cieco di sessi stipati, rifaccio la strada per sentire
il fetore, di maschi svuotati e tette a buon prezzo, come i miei
seni quando vuota m&#146;ostino, a cucire parole che non saziano
niente. Lascio che il vento mi spinga e mi porti, in quei bordi
di melma di uomini a frotte, che spargono seme per godere di
gusto, d&#146;avermi sporcata nell&#146;anima dentro, nel posto
distante dalla voglia che sento, dove mai una donna diventa una
madre, e un uomo che fotte non la guarda negli occhi. Sarà che
cammino a passi felpati, lungo i sentieri di onde e di suoni ,
tra i tasti che bagno di liquido denso, per sentirmi più bella
come vergine intatta, alla prima parola oscena e più porca, che
sento che scrivo per provarne il disgusto, e ripeto e mi piace
sentirmela dire. Che scema che sono che m&#146;illudo e ci credo,
d&#146;esser poeta che scrive col cuore, d&#146;essere un fiore
al primo ritardo, con l&#146;ansia e la colpa al mattino segreta,
che scruta una macchia rossastra nel letto. Ma di notte ritorno e
passeggio precaria, e struscio i miei tacchi sulle righe più
nere, come bella di notte al primo cliente, tremula porto una
foglia di fico, che mi sbatte e mi copre gli anni che conto, come
cerchi perfetti nei cuori dei tronchi, nascondo agli sguardi i
miei petali rosa, di pelle arricciata che slarga nel mezzo, quel
nero che a vista dà senso e misura, di quanti negli anni ne sono
passati. Chi passa stanotte non avrebbe alcun dubbio, che quello
che cerco è solo un sesso più grande, per stiparmi la voglia e
tapparla del tutto, fino ad essere certa che neanche una bolla, d&#146;aria
e d&#146;umore fuoriesca da dentro. Chi passa stanotte! Ma chi
vuoi che a quest&#146;ora, abbia un sesso più adatto, a
comprendermi tutta e capirmi che in fondo, passeggio nei vicoli
di brividi caldi, perché cerco poesia che mi scaldi nel letto,
che mi faccia sentire bucata nel mezzo, altrimenti a che serve
colare parole, se niente stasera le raccoglie e si sazia, s&#146;imbratta
la bocca di gusto di more?</font></p>

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